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Càndida (Avellino)

comune in provincia di Avellino (9 km), 579 m s.m., 5,43 km², 1072 ab. (candidesi), patrono: san Filippo Neri (26 maggio).

Centro posto alla destra del fiume Sabato. Borgo fortificato, appartenne ad Alduino, figlio di Angerio, capostipite dei Filangieri. Nel 1420 passò in dote ai Caracciolo, cui però venne confiscato dal re Alfonso d'Aragona in seguito al fallimento della Congiura dei baroni. Dopo avere avuto altri feudatari, fu riacquistato nel 1691 dai Caracciolo, cui rimase fino all'abolizione dei feudi (1806). Fu danneggiato dal terremoto del 1980. § L'ex monastero di Montevergine (metà sec. XVI) ha il chiostro porticato con un artistico pozzo del 1644. Notevole scultura gotica è la lastra sepolcrale (sec. XIV) di Filippo Filangieri, conservata nella collegiata. § L'agricoltura, che produce cereali, frutta, olive, uva (vino fiano di Avellino DOC), noci e nocciole, e l'allevamento bovino costituiscono le principali risorse.