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McLuhan, Herbert Marshall

sociologo canadese (Edmonton 1911-Toronto 1980). Studioso di formazione letteraria, è considerato l'iniziatore e il principale animatore della ricerca sulle comunicazioni di massa contemporanee. Già nel 1954, con brillante intuizione, egli definiva le megalopoli contemporanee come "il villaggio elettronico globale", in cui alla tradizionale comunicazione faccia a faccia fra individui si sostituisce la corrente continua dell'informazione e della rappresentazione sociale veicolate da quelli che – con fortunato neologismo – lo studioso canadese battezzò, nel saggio The Mechanical Bride, i moderni mass-media. Spesso trascurato dal mondo accademico tradizionale, che continuò a lungo a rimproverargli un eccesso di fantasia interpretativa e una carenza di analisi documentaria, McLuhan riuscì, invece, ad anticipare, nelle sue ricerche, tendenze e dinamiche di trasformazione nel rapporto culturale (e persino sensoriale) fra l'uomo e gli strumenti del conoscere e del comunicare. Di qui l'idea che il mezzo tecnologico possa a un certo punto identificarsi esso stesso con il contenuto della comunicazione e divenire l'elemento centrale di una strategia del potere in una società complessa, in cui il solo fattore omologante è dato dalla comune esposizione all'influenza dei mass-media. Nel 1978, durante il sequestro dello statista italiano A. Moro, divenne famosa la sua esortazione a "staccare la spina", nel senso di rispondere all'offensiva terroristica con un totale black out dell'informazione. Atteggiamento che avrebbe rivelato – secondo McLuhan – la completa identificazione fra violenza e spettacolarizzazione dell'evento, depotenziando la strategia del crimine in quanto forma paradossale di strategia dell'immagine. E a chi opponeva alle sue teorie sulla progressiva e tendenziale unificazione culturale dell'umanità la dura realtà della Guerra fredda, McLuhan rispondeva già negli anni Sessanta profetizzando il tracollo del sistema comunista quando il mercato mondiale dell'elettronica fosse stato in grado di controllare tecnicamente l'intero pianeta, condannando all'emarginazione e al declino i Paesi estranei alla grande rete tecnologico-comunicativa delle "potenze elettroniche". Negli ultimi anni, la sua ricerca si è orientata a descrivere il mondo del Duemila, rappresentato come simile a quello imperiale romano (due o tre grandi imperi costretti a cooperare per controllare il "Sistema Pianeta", con i suoi squilibri economici e demografici). McLuhan prevedeva un ruolo ancor più dominante dei grandi media e lo sviluppo di una comunicazione in tempo reale, che avrebbe ridimensionato la funzione della grande città e della produzione centralizzata, facendo della casa elettronica e telematica la nuova sede privilegiata del lavoro. Un'autentica pacifica rivoluzione sociale che avrebbe trasformato la percezione stessa del tempo, accelerandolo nel senso comune, ma conferendo maggiore elasticità al "tempo interno" degli individui. Di qui la grande attenzione rivolta al tempo libero e alla funzione pedagogica e di intrattenimento dei media. Ancora una volta, dunque, il pensiero di McLuhan dava prova della sua attualità, avendo il sociologo canadese prefigurato quei fenomeni che, alle soglie del terzo millennio, stavano caratterizzando le società tecnologicamente più avanzate: l'affermarsi del cosiddetto telelavoro e delle autostrade informatiche, i cui utenti sono destinati ad aumentare vertiginosamente, in un mondo in cui il flusso delle informazioni cresce a dismisura. Tra le opere si possono ricordare: The Mechanical Bride (1951; La sposa meccanica), The Gutenberg Galaxy (1962; La galassia Gutenberg), Understanding Media (1964; trad. it. Gli strumenti del comunicare; 1967). Fra i suoi ultimi scritti vi sono: Culture is Our Business (1970; La cultura è il nostro mestiere), City as Classroom (1977; La città come aula), Wohin stenert die Welt? (1978; Dove va il mondo?).