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Mesoraca

comune in provincia di Crotone (45 km), 415 m s.m., 93,56 km², 7125 ab. (mesorachesi), patrono: san Nicola di Bari (6 dicembre).

Centro del versante ionico della Sila Piccola, posto su una rupe dominante la fiumara di Mesoraca. Il territorio, già abitato in epoca antica, fu nel Medioevo casale di Catanzaro; appartenne poi a diversi feudatari, tra cui gli Altemps, che lo tennero fino all'abolizione del regime feudale (1806).§ Nella parte bassa del paese si trova il convento del Ritiro, con l'annessa chiesa (sec. XVII) dalla facciata in pietra a due ordini, sormontata da statue e cuspidi; l'interno, barocco, ha cupola affrescata, un sontuoso altare maggiore in marmi policromi, con un ciborio argenteo del 1772, e una tela di scuola napoletana del Seicento raffigurante la Pietà. Nella chiesa conventuale dei Riformati o di Santa Maria delle Grazie, costruita nel 1429 sui resti di un monastero basiliano, si trovano un gruppo marmoreo della Madonna col Bambino (1504) di Antonello Gagini e il pregevole Ecce Homo, busto ligneo del sec. XVI, opera di fra' Umile da Petralia. Sul portale mediano della chiesa madre dell'Annunziata è una statua marmorea cinquecentesca della Madonna col Bambino; l'interno, a tre navate, conserva un altare ligneo quattrocentesco proveniente dalla distrutta chiesa dei Cappuccini.§ L'economia si basa sull'agricoltura, con produzione di olive, uva, ortaggi, cereali e agrumi; sono sviluppati l'allevamento bovino e ovino, con produzione lattiero-casearia, e le attività di sfruttamento dei boschi (soprattutto legname e castagne). Inoltre piccole imprese operano nei settori alimentare (oleifici, aziende vinicole e di trasformazione dei prodotti agrari) e della lavorazione del legno.§ Nei pressi dell'abitato sono i ruderi dell'abbazia basiliana di Sant'Angelo di Frigilo, famosa per il suo scriptorium.

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