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Montemilétto

comune in provincia di Avellino (19 km), 600 m s.m., 21,47 km², 5312 ab. (montemilettesi), patrono: san Gaetano da Thiene (7 agosto).

Centro posto su uno sperone roccioso tra le valli dei fiumi Sabato e Calore. Forse di origine romana (Mons militum, monte dei soldati) fu sede di un castello, costruito in età longobarda, distrutto (1119) e poi ricostruito dai Normanni. Alla fine del sec. XIII fu feudo dei Della Leonessa; nel 1448 Alfonso d'Aragona assegnò il castello e il borgo (insieme a Montaperto) ai Da Tocco, che lo conservarono col titolo di principi fino all'abolizione della feudalità (1806). Fu danneggiato dal terremoto del 1980. § Il palazzo baronale è un rifacimento tardorinascimentale del castello dei Della Leonessa, mentre la chiesa di Sant'Anna (1652), è decorata all'interno da affreschi dei sec. XVII-XVIII. In località Montaperto è ancora visibile il castello longobardo, sebbene alterato. § L'agricoltura produce tabacco, cereali, ortaggi, frutta, olive e uva (vino taurasi DOCG). Sono praticati l'allevamento e l'apicoltura (miele). L'industria opera nei settori calzaturiero, metalmeccanico, edile, degli imballaggi e del mobile. Sono attive cave di calcare.