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Morano Càlabro

comune in provincia di Cosenza (82 km), 694 m s.m., 112,34 km², 4966 ab. (moranesi), patrono: san Bernardino (20 maggio).

Centro posto nell'alta valle del fiume Coscile, ai piedi del massiccio del Pollino, nel cui parco nazionale è compreso. Già noto in epoca romana come Summuranum, è ricordato anche come Muranum nella lapide che segnava le distanze sulla via Popilia (sec. I a. C.) rinvenuta a Polla. In epoca feudale passò a vari signori, fra cui i Morano, i Fuscaldo, i Sanseverino e gli Spinelli, cui restò fino al 1806. § Nella parte bassa dell'abitato sorge la chiesa di San Bernardino (1452-85), assai rimaneggiata nei sec. XVII e XIX: il portale maggiore a sesto acuto, in pietra arenaria, è opera di maestranze locali di scuola napoletana; nell'interno si notano il soffitto in legno carenato (1538) di stile veneziano e sulla destra due cappelle ogivali con monofore. Sempre nella parte bassa del paese spicca la collegiata della Maddalena, grandiosa chiesa barocca, con facciata neoclassica; la cupola e la cuspide del campanile sono rivestite di maioliche colorate; l'interno conserva diverse tele dei sec. XVII-XVIII e sculture in legno e marmo, tra le quali la Madonna degli Angeli (1505) di Antonello Gagini e un polittico (sec. XV) di Bartolomeo Vivarini. Più in alto sorge la chiesa di san Nicola, con caratteristico portale a ogiva, stucchi policromi a decorazione dell'altare (sec. XVIII) e tele del Seicento. Risalendo l'abitato si incontrano la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che custodisce importanti opere d'arte (fra cui un crocifisso ligneo della seconda metà del Cinquecento, due statue in marmo di Pietro Bernini, tele di Agostino e Mario Fusco) e, ancora più in alto, un torrione e un muraglione, ruderi del castello di origine normanna appartenuto ai Sanseverino. § L'agricoltura produce pomodori, ortaggi, cereali, patate, agrumi, barbabietole da zucchero; è diffuso l'allevamento (bovini, suini). Qualche industria è presente nel settore alimentare.