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Nakajima, Atsushi

scrittore giapponese (Tōkyō 1909-1942). Dopo due opere parzialmente autobiografiche, Rōshitsuki (Cronaca del malessere) e Kamereon nikki (Diario di un camaleonte), pubblicati nel 1942 ma scritti intorno al 1936, preferì abbandonare questo genere per dedicarsi a racconti brevi – forma in cui eccelse – strutturati secondo un solido intreccio e dominati da elementi fantastici e meravigliosi. In essi l'autore elabora, in modo nuovo e sempre con un'impronta originale, i materiali acquisiti attraverso prolungati studi e letture in campi vastissimi: dalla letteratura classica cinese, a quella greca e latina, alla storia delle antiche civiltà mediterranee. Al periodo compreso fra gli anni 1939-41 appartengono Sangetsuki (Cronaca della luna sul monte), Mojika (La maledizione della scrittura) e Hikari to kaze to yume (Luce, vento e sogni), dedicato alla biografia di R. L. Stevenson e agli anni trascorsi a Samoa dallo scrittore scozzese. Un breve soggiorno alle isole Palau, dove Nakajima si era recato accettando un incarico di lavoro, ma sperando che il clima potesse giovare all'asma cronica di cui soffriva, ebbe come risultato una serie di racconti ambientati nei Mari del Sud e pubblicati sotto il titolo Nantōtan (Racconti delle isole del Sud). Al suo ultimo anno di vita appartengono Meijin (Il virtuoso), Deshi (Il discepolo) e Riryō (Li Ling), racconto storico di media lunghezza ambientato nella Cina degli Han e considerato il suo capolavoro.

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