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Nauru

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(Republic of Nauru; Naoero). Stato dell'Oceania (21,2 km²). Centro principale e sede del Governo: Yaren. Popolazione: 10.163 ab. (stima 2008). Lingua: nauruano (ufficiale), inglese. Religione: protestanti 50,9%, cattolici 27,1%, altri 22%. Unità monetaria: dollaro australiano (100 centesimi). Confini: oceano Pacifico. Membro di: Commonwealth, ONU e PC, associato UE.

Generalità

Isola-Stato dell'oceano Pacifico centrale, situata quasi sulla linea dell'Equatore, a W di Kiribati. Amministrata per quasi quarant'anni dall'Australia, l'isola di Nauru è la repubblica più piccola del mondo. Ufficialmente non ha una capitale: nella località di Yaren, sulla costa meridionale dell'isola, è situata la sede del Governo. Fu scoperta solo nel 1798 e venne presto sfruttata per i suoi vasti giacimenti di fosfati. Dopo una storia travagliata, nella quale si sono susseguite diverse potenze colonizzatrici, Nauru si presenta, all'inizio del XXI secolo, con un aspetto diverso rispetto ad altre isole del Pacifico. La sua popolazione, infatti, ha una reddito pro capite modesto ma non paga tasse; gode perciò della gratuità totale nei campi dell'educazione, della sanità e di tutti i principali servizi sociali, ed è da sempre dedita a uno stile di vita dispendioso e squilibrato.

Lo Stato

Indipendente dal 31 gennaio 1968, Nauru è una Repubblica di tipo presidenziale nell'ambito del Commonwealth; il potere esecutivo spetta al presidente della Repubblica, capo dello Stato e del Governo; assistito da un gabinetto, è eletto con mandato triennale dai membri del Parlamento unicamerale, a sua volta detentore del potere legislativo. Il Parlamento viene rinnovato a suffragio universale ogni tre anni. Il sistema di diritto in uso è basato sulla Common Law britannica; Nauru accetta, ma con riserva, le emanazioni della Corte Internazionale di Giustizia. Nel Paese sono presenti una Corte Suprema, Corti distrettuali e una Corte per le questioni inerenti il diritto di famiglia; è in vigore la pena di morte, anche se dalla firma della Costituzione non sono più state eseguite condanne. Il sistema di difesa dell'isola è affidato a una forza di polizia. L'istruzione è obbligatoria per gli studenti dai 6 anni ai 16 anni d'età. Asili, scuole primarie e scuole secondarie sono statali e gratuite e il tasso di analfabetismo attestato nell'ultima rilevazione era molto basso (5%). L'università è una diramazione dell'University of the South Pacific di Suva, nelle Figi.

Territorio: geografia fisica

Di origine madreporica, Nauru è interamente circondata da una scogliera corallina che emerge durante la bassa marea; all'interno si trova una stretta spiaggia sabbiosa, quindi una striscia di terra fertile, larga da 200 a 300 m, dove si concentra la popolazione; il resto dell'isola è un altopiano cupoliforme, che s'innalza sino a 65 m e che è ricoperto da un grande giacimento di fosfati. In una depressione nella sezione sudoccidentale è la laguna di Buada, dove si pratica la pesca. Data la posizione astronomica, a 0º.30´S, il clima è nettamente equatoriale, costantemente caldo (tra i 25 ºC e i 34 ºC) e umido (in media 2000 mm annui di precipitazioni). La stagione delle piogge cade tra novembre e febbraio.

Territorio: geografia umana

Solo poco più della metà degli abitanti dell'atollo è composta da Nauruani (69%), i rimanenti abitanti sono per lo più indigeni di altre isole del Pacifico, originari di Kiribati e Tuvalu impiegati nell'industria mineraria, cui si aggiungono immigrati cinesi (2,3%), filippini (2,5%) ed europei. Un migliaio di rifugiati provenienti da Afghanistan, Iraq e Sri Lanka ha raggiunto il Paese a partire dal 2001 in seguito alla proposta da parte dell'Australia di dislocare in questa e altre isole del Pacifico i clandestini richiedenti asilo in cambio di un indennizzo monetario, un accordo noto come “Soluzione pacifica”. Gli ultimi rifugiati hanno lasciato l'isola nel febbraio del 2008. La popolazione vive a Yaren e in piccoli centri disseminati nella piana costiera. La densità è piuttosto elevata (479 ab./km²), la più alta del continente.

Territorio: ambiente

Solo il 13,1% del territorio è coperto da foreste; le palme da cocco, i banani, gli ananas, i pandani e i fiori tropicali (hibiscus, frangipani) sono presenti quasi esclusivamente lungo le coste. L'isola è una delle tradizionali mete di uccelli migratori come fregate, sterne e noddy (la piccola sterna stolida, simbolo di Nauru). Le industrie britanniche, australiane e neozelandesi, con lo sfruttamento indiscriminato delle risorse di fosfato, hanno reso l'altopiano centrale una landa desolata cosparsa di impianti ormai in disuso, un tempo utilizzati per lo scavo e il trasporto del sale. L'Australia ha tuttavia fatto seguito alla richiesta di risarcimento avanzata dalle autorità di Nauru: il Paese ha così ottenuto un risarcimento pecuniario e l'impegno da parte dell'Australia di contribuire al risanamento e al recupero del patrimonio ambientale. Nauru è inoltre una delle numerose isole del Pacifico minacciate dall'innalzamento del livello dei mari dovuto all'effetto serra e si trova ad affrontare problemi connessi alla limitata disponibilità di risorse idriche. Nel Paese non esistono aree protette.

Economia

Il tenore di vita nel Paese è elevato (con un PIL pro capite di 2.217 $ USA e un PIL di 23 ml $ USA nel 2007), grazie ai proventi dello sfruttamento dei giacimenti di fosfati, le cui risorse, tuttavia, sono ormai praticamente esaurite. Le attività estrattive dei fosfati hanno prodotto notevoli danni ambientali, sottraendo quasi l'80% del territorio della possibilità di sfruttamento agricolo. § Nella fascia costiera crescono palme da cocco (da cui deriva la copra), manghi, banani, e altre piante da frutto e ortaggi; una discreta importanza hanno inoltre l'allevamento (suini e pollame) e la pesca. Un certo ruolo ha anche la pesca, ma la grande ricchezza di Nauru, che ha permesso il raggiungimento di un prodotto nazionale lordo pro capite di ben 8000 dollari, sono i fosfati, il cui sfruttamento iniziò ai primi del secolo; nel 1970 i giacimenti sono stati nazionalizzati. § La produzione è pressoché interamente esportata in Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud in cambio dell'importazione di prodotti alimentari, materiali da costruzione, macchinari ecc. Censurata dall'OCSE come “paradiso fiscale”, il Paese è uno dei maggiori centri mondiali del riciclaggio. Nauru ha indirizzato parte degli investimenti locali in un fondo comune a lungo termine, all'allestimento di servizi aerei e navali, compiendo inoltre operazioni immobiliari in Australia, nelle isole Marianne e alle Hawaii, sottraendo in questo modo quasi l'80% del territorio della possibilità di sfruttamento agricolo, poiché le attività estrattive dei fosfati, peraltro in via di esaurimento, hanno gravemente compromesso le condizioni ambientali fino a rendere inabitabile e a sottrarre alla possibilità di sfruttamento agricolo ben l'80% del territorio. Il turismo è in crescita. Al momento, le vie di comunicazione consistono in una piccola ferrovia, utilizzata per il trasporto dei fosfati, e in una strada (30 km) che orla interamente l'isola, con una diramazione verso la zona di Buada; i collegamenti con l'estero (Australia, Giappone, Figi e altre isole del Pacifico) si svolgono sia per via marittima (porto di Nauru) sia per via aerea. Principali partner dell'esportazione (costituita esclusivamente da fosfati), sono Sud Africa, Sud Corea e Canada; il Paese importa invece, da Sud Corea, Australia, USA e Germania, prodotti alimentari, acqua potabile, combustibile, manufatti, materiali da costruzione e macchinari. Il turismo è in crescita.

Storia

Occupata nel 1888 dalla Germania, dopo la sconfitta di questa nella prima guerra mondiale, l'isola fu affidata dalla Società delle Nazioni come mandato di tipo C alla Gran Bretagna, alla Nuova Zelanda e all'Australia (1920). Le prime due ne delegarono l'amministrazione all'Australia. Dopo la seconda guerra mondiale, le Nazioni Unite dichiararono l'isola territorio in amministrazione fiduciaria (novembre 1947), affidandolo sempre ai predetti tre Stati. In pratica, il territorio fu amministrato, come per il passato, dall'Australia, che gli concesse la piena autonomia interna il 31 gennaio 1966 e quindi l'indipendenza e la sovranità il 31 gennaio 1968. Da allora il governo dell'isola è rimasto nelle mani di Hammer DeRoburt quasi ininterrottamente fino a luglio del 1989, per passare poi al suo più stretto consigliere, Kenas Aroi, che poco dopo si è dimesso ed è stato sostituito da Bernard Dowiyogo (dicembre 1989) il quale, dopo circa un decennio, intervallato dalle presidenze di H. Lagumont (1995) e di K. Klodimar (1998), nel giugno 1998 è tornato a ricoprire la medesima carica ed è stato riconfermato nelle elezioni presidenziali tenutesi nel 2000. Nel settembre 1999 il Paese è entrato, insieme con Kiribati e Tonga, a far parte dell'ONU. Nel 2001 René Harris è stato eletto presidente della Repubblica. Nell'agosto 2004 si svolgevano le elezioni legislative, nelle quali il partito di Ludwig Scotty vinceva 14 dei 18 seggi, e successivamente le elezioni presidenziali nelle quali Scotty veniva eletto presidente. Nel 2007 diventava presidente l'ex giocatore di football Marcus Stephen, il quale nel 2011 doveva lasciare la carica per un'accusa di corruzione. Al suo posto veniva nominato Sprent Jared Dabwido. Nel 2013 Baron Waqa diventava capo del governo e presidente.

Cultura

A differenza di molti piccoli Stati che hanno subito il dominio straniero sotto ogni aspetto, Nauru ha accolto molte delle abitudini e dei comfort tipici “occidentali” o australiani, anche grazie alle cospicue entrate finanziarie delle attività commerciali legate al sottosuolo. Questa commistione ha tuttavia influito negativamente sul sistema di tradizioni e pratiche culturali indigene, compromettendone le forze espressive. Sussistono alcune forme di religiosità politeistica, e, in occasioni speciali, si praticano danze e musiche tradizionali. Sull'isola, oltre alle feste religiose cristiane, si celebrano l'Independence Day e l'Angam Day, che ricorda il giorno in cui la popolazione ha superato quota 1.500 abitanti. Oggi è anche grazie alla televisione che si cerca di promuovere una riscoperta dei valori e delle usanze tipiche melanesiane e delle popolazioni del Sud Pacifico. Lo Stato più piccolo del mondo non offre molto a livello artistico-architettonico, ma sull'isola è comunque possibile visitare qualche cimelio della seconda guerra mondiale e le cave di alcune antiche mine di fosfati. Nelle botteghe delle cittadine si possono trovare prodotti e manufatti artigianali. La poesia è praticata più che altro in forma orale; alcuni scritti prodotti sull'isola ne descrivono le vicende trascorse e le tradizioni più diffuse, come l'arte dell'ekawada, la creazione di particolari figure grazie a cordini tesi fra le dita (The String Figures of Nauru, di Honor Maude). La cucina orientale è molto presente a Nauru, la cui alimentazione è a base di frutta tropicale e pesce (benché una delle specialità gastronomiche sia il noddy, un volatile cacciato nell'entroterra). I Nauruani praticano molto lo sport, soprattutto il football australiano.

Bibliografia

N. Viviani, Phosphate and Political Progress, Canberra, 1970; M. Williams, B. MacDonald, The Phosphateers, Melbourne, 1985; B. MacDonald, Trusteeship and Independence in Nauru, Wellington, 1988.