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Nobàzia

regno formatosi tra la prima e la terza cateratta del Nilo dopo che l'imperatore Diocleziano nel 297 vi aveva trasferito una popolazione nota con il nome di Nobati (Nobatae, Nubades) allo scopo di opporli agli irrequieti Blemmi (odierni Begia). Da nemici divenuti alleati, Nobati e Blemmi attaccarono il tempio di Philae. Il generale Massimino organizzò una spedizione contro di essi, sconfiggendoli e imponendo loro di conservare la pace con i Romani per la durata di cento anni. La pace non fu osservata che parzialmente dai Blemmi, contro cui l'imperatore Giustiniano mandò il generale perso-armeno Narsete, che li sottomise (552). Intanto, nel 543, Giustiniano aveva inviato dei missionari per convertire i Nobati al cristianesimo ortodosso. Sennonché sua moglie Teodora, monofisita, appena appresa la notizia, inviò il monaco Giuliano, che batté in velocità gli inviati dell'imperatore e convertì i Nobati al cristianesimo monofisita. I Nobati passarono alle dipendenze del patriarcato di Alessandria, ponendo la propria capitale a Faras. Nel 651, il regno di Nobazia fu assorbito da quello di Makurra (o Mukurra, Dongola, Nubia), di cui seguì le sorti.

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