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monofisismo

sm. [da monofisita]. Dottrina teologica che negava la natura umana in Gesù Cristo affermandone l'unica natura divina. Si diffuse nei sec. V-VI per opera di Eutiche. Altro grande rappresentante del monofisismo fu il patriarca di Antiochia Severo (sec. VI). Contemporaneamente al nestorianesimo, il monofisismo venne dichiarato eresia dal Concilio di Costantinopoli (448) e da quello di Calcedonia (451), che determinò il distacco delle Chiese copta, giacobitica e armena. Il monofisismo s'innesta nel corpo delle grandi controversie (trinitarie e cristologiche) miranti a definire il rapporto fra le tre Persone della Trinità e la vera natura del Cristo e continua la tendenza alla razionalizzazione del cristianesimo già fortemente presente in Ario. Sono tuttora monofisite: la Chiesa giacobita di Siria, la Chiesa gregoriana armena, la Chiesa copta d'Egitto e d'Etiopia, i patriarcati di Costantinopoli e Gerusalemme.