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Nocèra Inferióre

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comune in provincia di Salerno (17 km), 43 m s.m., 20,85 km², 45.958 ab. secondo una stima del 2007 (nocerini), patrono: san Prisco (9 maggio).

Generalità

Cittadina situata nella valle del fiume Sarno, alle pendici settentrionali dei monti Lattari. È il più importante comune del fertile agro nocerino-sarnese, nonché rilevante nodo autostradale e ferroviario (lungo la linea Roma-Reggio Calabria). È sede vescovile.

Storia

È l'osca Nuceria Alfaterna, sottoposta all'egemonia etrusca, divenuta sannitica (sec. V a. C.) e quindi romana (307 a. C.). Devastata da Annibale (216 a. C.) e in seguito ricostruita, ottenne la cittadinanza romana ed estese il suo territorio oltre i confini della distrutta Stabia. In età augustea vi fu dedotta la colonia di Nuceria Constantia. Nel Medioevo fu contea compresa nel Ducato di Benevento e poi nel Principato di Salerno. Nel 1087 entrò a far parte del feudo dei principi di Capua, e di questa città seguì le sorti, fino ad arrendersi, nel 1134, a Ruggero II, che la distrusse totalmente (1137). I nocerini si trasferirono nei casali del circondario, edificati già intorno al Mille. Il feudo, assegnato da Federico II a Ottone di Conza (1220), passò poi ai Filangieri (1234) e nel 1268 a Jacques de Burson. Gli Angioini fecero di Nocera (nel frattempo ribattezzata Nuceria Christianorum) la loro residenza privilegiata. Possesso del fiorentino Niccolò Acciaiuoli (sec. XIV), dal Cinquecento al 1648 appartenne ai Carafa. Alla morte dell'ultimo discendente di questa famiglia, tornò all'amministrazione regia. Fino al 1850 fu unita a Nocera Superiore. Subì gravi danni nel terremoto del 1980.

Arte

La duecentesca chiesa di Sant'Antonio, con elegante portale gotico e campanile del sec. XVI, conserva nell'abside un affresco (Sposalizio di Santa Caterina, 1519) di Andrea da Salerno. Nell'annesso convento è stato allestito il Museo Archeologico dell'Agro Nocerino. Ai margini dell'abitato sorge la cattedrale di San Prisco (sec. XVII), dal bel campanile con sottopasso, eretto nel Settecento su disegno di Francesco Solimena. All'interno si conserva l'affresco, Il Paradiso, della cupola della cappella del Rosario, opera di A. e F. Solimena. Sulla collina del Parco è il convento di Sant'Andrea (sec. XVI), la cui chiesa custodisce il sarcofago di Alfonso Carafa (1581) e tele settecentesche.

Economia

L'economia si basa sull'agricoltura, che produce cereali, patate, ortaggi (soprattutto peperoni gialli e pomodori San Marzano DOP) e frutta (mele cotogne), l'allevamento ovino, suino, bovino e bufalino (mozzarella di bufala DOP), e l'industria, sviluppata nei settori metalmeccanico, tessile, cartotecnico e conserviero (pelati e cotognate).

Dintorni

Nei dintorni, in posizione strategica, si erge una struttura fortificata a controllo della valle del Sarno. Dell'edificio medievale rimane solo la torre poligonale (sec. XII-XIII) e parti del castello, modificato nel corso dei secoli.