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Nule

comune in provincia di Sassari (86 km), 650 m s.m., 51,80 km², 1573 ab. (nulesi), patrono: Natività di Maria Vergine (8 settembre).

Centro del Goceano, situato sul margine dell'altopiano a E del fiume Tirso. Di antica origine, nel Medioevo fece parte della curatoria di Montacuto, nel Giudicato di Torres (sec. XI), passato nel 1255 ai Doria. Possesso dei Malaspina per un breve periodo, nel sec. XIV pervenne ai giudici d'Arborea e in quello successivo fu conquistato dagli Aragonesi. Dopo la dominazione spagnola (sec. XV-XVII), sotto il Piemonte fu incluso nel Ducato di Montacuto, feudo dei Tellez-Giron, fino all'abolizione dei feudi nel 1839. Nel paese sorge la parrocchiale della Natività di Maria, con facciata moderna, singolare campanile cilindrico che si restringe verso l'alto e tre campaniletti a vela intorno al pinnacolo.§ L'agricoltura produce soprattutto uva da vino (cannonau di Sardegna, monica di Sardegna e vermentino di Sardegna DOC) ed è diffuso l'allevamento ovino e bovino. L'industria opera nel settore tessile; è fiorente l'artigianato dei tappeti di lana grezza, tessuti con grandi telai.§ In agosto il paese ospita la Mostra del Tappeto di Nule. Nel territorio, che ha restituito molti reperti preistorici, sorgono numerosi nuraghi, fra cui il Boes, circondato da tre torri.

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