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Oléggio

comune in provincia di Novara (16 km), 233 m s.m., 37,80 km², 12.191 ab. (oleggesi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Cittadina dell'alta pianura novarese alla destra del fiume Ticino. Citata per la prima volta in un documento del sec. X (benché più antica come attestano ritrovamenti di età romana), fu una delle pievi della diocesi novarese. Appartenne al comitato di Pombia, poi ai Visconti, da cui fu infeudata prima ai Barbavara e poi ai Bolognini, che la tennero fino al sec. XVIII.§ Nel paese sorgono la torre dell'Orologio, con cella campanaria barocca, l'oratorio di Santa Maria di Loreto, a pianta centrale, che custodisce una tela del Morazzone (1618), e la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, ricostruita in forme neoclassiche da Alessandro Antonelli. A testimonianza dell'epoca romanica rimangono la chiesa di San Michele (sec. X-XI) e i resti del castello medievale (parti delle mura e una porta ogivale). La cittadina ospita il Museo Civico Etnografico “C. G. Fanchini” e il Museo di Arte Religiosa.§ Importante centro commerciale e industriale, conta su una rete di piccole e medie industrie, operanti nei settori tessile, meccanico, enologico, dell'abbigliamento e della lavorazione delle materie plastiche. L'agricoltura produce riso, frumento, mais e uva. Oleggio è inoltre un importante mercato di bovini, cavalli, struzzi e pollame. L'allevamento bovino alimenta l'attività lattiero-casearia (produzione e stagionatura di taleggio e gorgonzola).

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