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Pàfos (città)

capoluogo del distretto omonimo (Cipro), 11 m s.m., 26.530 ab. (2001).

Situata sulla costa occidentale dell'isola, allo sbocco sul mar Mediterraneo, in una ricca regione agricola. Nel 1980, i siti archeologici di Paláipaphos e di Néa Páphos sono stati inclusi nel Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. In greco, Páphos; in turco, Baf; in italiano, Pafo. § In corrispondenza dell'odierna Koúklia, posta a ca. 15 km dall'attuale centro, sorgeva Pàfos vecchia (Paláipaphos), fondata secondo la tradizione dal fenicio Cinira e famosa per il santuario di Afrodite, che sarebbe sorta dalle spume del vicino mare e che vi era venerata in forma di pietra conica. I discendenti di Cinira, i Ciniradi, furono anche sacerdoti della dea sino all'età tolemaica. La Pàfos nuova (Néa Páphos o semplicemente Páphos) non sembra anteriore al sec. IV a. C., anche se la leggenda la dice fondata dall'arcade Agapenore dopo la guerra di Troia. Sede anch'essa del culto di Afrodite, fu importante in età ellenistica e quindi romana, centro religioso e amministrativo di tutta l'isola di Cipro. § A Néa Páphos restano le rovine del teatro e dello stadio ed è stata riportata alla luce una grande villa romana con finissimi mosaici. Nei dintorni sono tombe a camera con dromi databili dal sec. VIII al IV a. C. Di notevole interesse i Musei Archeologico, Bizantino ed Etnografico. A Kouklia sono i resti di Paláipaphos, con tombe micenee, resti di mura e avanzi del grande santuario rifatto in età romana. § Importante porto peschereccio e fiorente centro commerciale (funzione svolta nel sobborgo settentrionale di Khtima o Ktéma), la città è anche sede di industrie di trasformazione. Notevole è il ruolo economico del turismo.