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Partanna

comune in provincia di Trapani (58 km), 414 m s.m., 82,42 km², 11.379 ab. (partannesi), patrono: san Vito (15 giugno).

Centro della media valle del Belice, posto sullo spartiacque tra i fiumi Belice e Modione. Di origine forse sicana, si sviluppò in epoca medievale intorno al castello e alla torre. Dalla prima metà del sec. XII fu feudo dei Graffeo, che ne mantennero a lungo il possesso (col titolo di principi dal Seicento). Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1968. § L'antico castello di origine normanna dei Graffeo conserva lo stemma della famiglia scolpito da Francesco Laurana. La torre che lo affiancava divenne poi il campanile della chiesa madre di Santa Maria della Catena, di fondazione secentesca, molto danneggiata dal sisma e restaurata, al cui interno sono diversi quadri barocchi, un coro ligneo intagliato (1668-80) e un monumentale organo disegnato alla fine del Seicento da Paolo Amato. Al sec. XVIII appartiene, invece, il campanile della chiesa di San Francesco, unico elemento del convento dell'Ordine dei Frati Minori Francescani. § L'economia si basa sull'agricoltura e in particolare sulle coltivazioni di viti e olivi (della pregiata varietà nocellara del Belice), cui si aggiungono quelle di agrumi, ortaggi e cereali; è praticato l'allevamento ovino, caprino, bovino ed equino. L'industria è attiva nei settori alimentare, edile, del mobile e dell'oggettistica.