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Patrasso

(greco Pátrai). Capoluogo del nomós dell'Acaia e della Grecia Occidentale, 103 m s.m., 161.114 ab. (2001).

Città sul golfo omonimo, ai piedi del monte Panachaïkón. Terza città del Paese, per popolazione e capacità industriale, è il principale porto commerciale del Peloponneso, collegato da regolari linee marittime con Brindisi, Corfù e Il Pireo. Dal punto di vista turistico è soprattutto luogo di transito. Aeroporto. È sede di università (1966). § Fondata dagli Achei, fu una delle 12 città che seguirono le sorti dell'Acaia e della Lega Achea. In decadenza già dal 146 a. C., dopo la battaglia di Azio (31 a. C.) divenne colonia romana per volontà di Augusto e ben presto rifiorì. Fiorente anche in epoca bizantina, nei sec. XIII-XIV fu capitale del principato di Acaia. Conquistata dai Turchi, dopo alterne vicende, nel 1460, fu occupata dai Veneziani fra il 1687 e il 1715. Duramente provata dalla repressione della fallita rivolta del 1769, Patrasso fu la prima città della Grecia, nel 1821, a bandire la rivoluzione: la sua fortezza, tuttavia, saldamente tenuta dai Turco-Albanesi, fu espugnata dai Francesi solo nel 1829. § Sull'acropoli era il tempio di Artemide Láphria. Nell'area urbana sono resti di un tempio di Demetra e dell'odeon romano ricordato da Pausania. Numerosi i rinvenimenti di mosaici romani. Il museo locale conserva, tra l'altro, una copia dell'Atena Parthènos di Fidia.La città è famosa in Grecia per il Carnevale, che si svolge alcune settimane prima della Pasqua ortodossa, caratterizzato da sfilate di carri allegorici e dal rogo finale di un gigantesco pupazzo, poi gettato nelle acque del porto.

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