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Penalba, Alicia

scultrice argentina (San Pedro, Buenos Aires, 1913-Dax, Francia, 1982). Dopo un esordio come pittrice, si trasferì a Parigi (1948), dove si dedicò alla scultura sotto la guida di O. Zadkine, attratta da richiami diversi (Giacometti, Brâncusi, Arp, ecc.). Verso il 1952 l'artista giunse all'elaborazione di uno stile originalissimo attraverso l'estrema semplificazione delle masse, con la serie dei Totem d'amore, monumentali figurazioni ideate come piante o tronchi di alberi esotici; anche la serie delle Liturgie vegetali (1955) appare ispirata a strutture verticali con chiaro riferimento a forme vegetali. Nel corso degli anni Sessanta la scultura della Penalba ha avuto originali sviluppi anche nel campo architettonico (rilievi murali, fontane, blocchi di sculture-giochi per giardini ricreativi), grazie allo sfruttamento delle risorse delle materie plastiche metallizzate, materie che hanno consentito all'artista di operare anche nel campo dell'oreficeria creando bizzarri gioielli. Nelle sue ultime opere (Cattedrale, 1969-70) la forma, pur costituendosi come massa, appare sollecitata da vibrazioni di animazione intima.