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Pensièri (letteratura francese)

(Pensées), titolo dato ai frammenti di un'Apologie de la religion chrétienne, rimasta incompleta, di B. Pascal. Raccolti secondo un ordine arbitrario dai Messieurs di Port-Royal nel 1670, furono oggetto di successive edizioni, sempre più precise filologicamente e più rispettose della struttura logica, a opera di Brunschvicg (1897), Tourneur (1938) e Lafuma (1951). Il progetto pascaliano muove dalla considerazione che l'incredulo, il “libertino” cui egli si rivolge, è distratto dalla meditazione su se stesso e sulla propria salvezza dai piaceri della vita. Compito e assoluta originalità dell'opera è dunque di svegliare in lui l'inquietudine, non già attraverso le aride argomentazioni della teologia e della filosofia, ma attraverso l'indagine psicologica sulla natura dell'uomo e le sue debolezze (contrasto tra esprit de géométrie ed esprit de finesse). Una volta attirato nell'abisso dell'incertezza e della miseria umana, il miscredente troverà però una luce di salvezza attraverso Cristo e i Libri Santi. L'opera doveva quindi svilupparsi in due parti: la miseria dell'uomo senza Dio, la felicità dell'uomo accanto a Dio. L'argomentazione definitiva per convincere alla fede consiste nella famosa “scommessa” (le Pari) cui Pensieri invita l'incredulo, portandolo su un terreno apparentemente irrazionale, ma in realtà conforme a verità matematiche, secondo cui in ogni scelta l'uomo deve sapere calcolare quanto ha da perdere (i piaceri terreni), ma anche quanto ha da guadagnare (la vita eterna) e le probabilità di vittoria. L'ardimento e l'implacabilità di argomentazioni di questa natura, respinti dalla Chiesa dell'epoca e dal razionalismo settecentesco, dovettero attendere Chateaubriand e il romanticismo per essere rivalutati appieno ed esaltati in senso irrazionale e sentimentale, al di là della stessa realtà storica del pensiero pascaliano.

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