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Petina

comune in provincia di Salerno (65 km), 649 m s.m., 35,12 km², 1238 ab. (petinesi), patrono: sant’ Onofrio (1 e 2 agosto).

Centro posto sul versante destro della valle del fiume Tanagro e compreso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Citato come Apethina nei diplomi angioini, appartenne ai Guindazzi. Nel 1659 fu di Onofrio di Mauro e successivamente di Carlo Confalore e dei Cassetta. § La parrocchiale ha facciata, con portale barocco in pietra, affiancata da un campanile pure barocco a più ordini e con cupoletta a giri concentrici di tegole. L'interno conserva un pulpito e un coro lignei della fine del sec. XVI. § Estesi sono i boschi (con produzione di legname e castagne) e i pascoli (allevamento del bestiame). Le aree coltivabili sono destinate a cereali, vite, olivo, ortaggi e leguminose. È sviluppato il turismo estivo di villeggiatura ed escursionistico (ascensioni al monte Alburno).