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Polìstena

comune in provincia di Reggio di Calabria (78 km), 254 m s.m., 11,70 km², 11.591 ab. (polistenesi), patrono: santa Marina (17 luglio).

Centro della piana di Gioia, posto alle pendici sudoccidentali delle Serre. Fondato forse in epoca bizantina, fu casale di San Giorgio e appartenne ai Caracciolo di Gerace, ai Correale e, in seguito, fu capoluogo di un principato retto dai Milano d'Aragona. Raso al suolo dal terremoto del 1783, fu riedificato nel luogo attuale, non lontano da quello originario. § L'abitato, dalla struttura quasi completamente moderna, conserva alcuni palazzetti della fine del sec. XVIII e altri del sec. XIX. La chiesa madre, dedicata a Santa Marina, presenta sfarzose forme barocche, dovute essenzialmente alle ricostruzioni ottocentesche e anche a integrazioni del sec. XX. L'interno, a tre navate, conserva la pregevole pala marmorea della Deposizione (sec. XVI), di scuola gaginesca. La settecentesca chiesa del Rosario si presenta nel rifacimento del sec. XIX, ma rimasto incompiuto, di Domenico e Antonio Rovere: notevoli sono la facciata baroccheggiante a due ordini di colonne e l'interno, di gusto pseudorinascimentale, a tre navate. Anche la chiesa della Trinità ha origini settecentesche, ma fu rifatta in stile rinascimentale: possiede un'elegante facciata a colonne, con portale e cupola ricoperti da piastrelle in maiolica; all'interno è un originale pulpito in ferro battuto (1885) di Francesco Tripoli. § Le principali risorse sono l'agricoltura (agrumi e olive), l'allevamento (ovini e bovini), lo sfruttamento dei boschi e delle cave di sabbia e ghiaia. Sono attive imprese nei settori dell'edilizia e della lavorazione del legno e operano alcuni laboratori artigianali di ebanisteria e di ceramica. Qualche importanza ha il turismo escursionistico.