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Pomigliano d'Arco

comune in provincia di Napoli (14 km), 33 m s.m., 11,44 km², 40.519 ab. (pomiglianesi), patrono: san Felice (14 gennaio).

Cittadina della pianura campana, posta ai piedi del monte Somma. Di probabile origine romana (gens Pomelia o Pumilia), a partire dal sec. XI divenne casale di Napoli. In seguito fu feudo dei Filangieri, dei Carafa e di altri signori locali. Nel 1495 fu devastata dai soldati del re Carlo VIII, perché fedele agli Aragonesi, e nel 1799 incendiata dai francesi.§ L'antico castello, completamente rimaneggiato, conserva della costruzione originaria (sec. XV) solo una torretta. La parrocchiale di San Felice, più volte rifatta, ha una cupola a mattonelle in ceramica colorate e conserva il primitivo campanile.§ Importante centro industriale, attivo soprattutto nei settori metalmeccanico (costruzioni aeronautiche, ferroviarie e automobilistiche), ma anche in quelli meccanico, edile, alimentare, del mobile, dell'abbigliamento e delle materie plastiche, vede sviluppata anche l'agricoltura, con patate, cereali, ortaggi (pomodoro San Marzano DOP) e frutta; è praticato l'allevamento bovino, avicolo e suino.

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