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Pontecagnano Faiano

comune in provincia di Salerno (10 km), 28 m s.m., 37,18 km², 22.730 ab. (picentini o pontecagnanesi), patrono: san Benedetto (21 marzo).

Centro esteso nel settore settentrionale della piana del Sele; sede comunale è Pontecagnano. Abitato nell'Età del Ferro, fu in seguito popolato dagli Etruschi, dei quali rappresenta lo stanziamento più meridionale d'Italia. Poco popolato nel Medioevo per la sua posizione in pianura, che lo esponeva alla malaria e alle invasioni nemiche, appartenne al feudo di Montecorvino. Si sviluppò solo con la bonifica avviata alla fine del sec. XVIII. Subì gravi danni nel terremoto del 1980.§ La parrocchiale di San Giuliano fu edificata nel 1458. Nei pressi dell'abitato è un antico recinto per il bestiame (procoio), raro esempio di questa costruzione tipica dell'economia rurale. Il Museo Nazionale dell'Agro Picentino conserva reperti provenienti dalle necropoli individuate nei dintorni; vi sono esposti oggetti in bronzo e in metallo, vasi dipinti e corredi tombali dei sec. VIII-VII a. C. § Il paese, conosciuto per i numerosi vivai e per la coltivazione delle piante ornamentali, basa la sua economia sull'agricoltura, con cereali, ortaggi, frutta e foraggi, sull'allevamento bovino e suino e sull'industria alimentare, chimica, delle ceramiche e della lavorazione del legno.§ A Pontecagnano Faiano sono state rinvenute necropoli formate da migliaia di sepolture, con tombe a fossa o a incinerazione dell'Età del Ferro, che indicano la formazione di un grande centro protourbano. I corredi più antichi mostrano evidenti somiglianze con quelli delle necropoli etrusche, mentre in quelle del sec. VIII a. C. la presenza di oggetti di lusso di fabbricazione greca e fenicia indica sia l'importanza del centro sia il progressivo emergere, nel suo ambito, di una ricca aristocrazia. A questa sono attribuibili le tombe datate tra la fine dell'VIII e l'inizio del sec. VII a. C., dove è evidente l'assimilazione dell'ideologia “eroica” delle coeve élites magno-greche.

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