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Putignano

comune in provincia di Bari (42 km), 372 m s.m., 99,13 km², 28.176 ab. (putignanesi), patrono: santo Stefano (3 agosto).

Cittadina situata su un'altura della Murgia dei Trulli. Colonia greca e poi romana (Putinianum), fu saccheggiata dai Vandali, dai Goti e dai Saraceni, passando poi ai Normanni. Nel 1086 fu ceduta da Goffredo d'Altavilla ai benedettini di Monopoli e poi ai Cavalieri di Rodi e di Malta, fino all'abolizione dei feudi (1806). § Nel centro storico, con vicoli stretti e tortuosi, è la chiesa di San Pietro (sec. XII, ristrutturata nel XVII) con facciata romanica, rosone e portale gotici; l'interno, riccamente barocco, conserva sculture di Stefano da Putignano (sec. XVI), numerosi altari lignei e in marmi policromi, il soffitto in legno dipinto (1743) e un imponente organo (1771). Il palazzo Romanazzi, per secoli sede del Balì dei Cavalieri di Malta, fu trasformato in elegante residenza nell'Ottocento. § L'industria è specializzata nel settore dell'abbigliamento (filati, maglierie e confezioni, soprattutto di abiti da sposa), cui si affiancano quelli alimentare, metalmeccanico, poligrafico, dell'arredamento, degli imballaggi e dei materiali da costruzione. Fiorente è l'agricoltura, che produce cereali, olive, uva da vino (gioia del colle DOC e aleatico di Puglia DOC), ortaggi, frutta e foraggi per l'allevamento bovino. Assai attivo è l'artigianato (soprattutto la lavorazione della cartapesta per la costruzione dei carri allegorici); grande importanza ha il turismo. § Nei dintorni si trovano numerose masserie fortificate e grotte, tra le quali la più interessante è la grotta di Putignano, cavità carsica a forma di trullo: alta più di 20 m, è caratterizzata dalla presenza di abbondanti concrezioni di alabastro dalla delicata tinta rosata. Tra le manifestazioni folcloristiche spicca il famoso Carnevale che inizia il 26 dicembre con la declamazione delle “propaggini” (composizioni satiriche in versi) e termina il martedì grasso con la sfilata dei giganteschi carri allegorici.