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Raiano

comune in provincia di L'Aquila (56 km), 390 m s.m., 29,10 km², 2973 ab. (raianesi), patrono: san Venanzio (18 maggio).

Centro situato nella conca di Sulmona. Sorto nell'alto Medioevo sui resti di un insediamento romano di cui restano tracce dell'acquedotto, Castrum Radiani appartenne all'abbazia di San Giovanni in Venere (sec. XI). Dal 1378 fu dei Cantelmo e nel secolo successivo della famiglia Brunforte. § Il nucleo antico, dominato dai resti del castello, conserva la parrocchiale di Santa Maria Maggiore, con una lastra scolpita (sec. VIII) e statue dei sec. XV-XVIII (fra le quali San Venanzio in lamina d'argento). La chiesa di Sant'Onofrio (sec. XVII), annessa all'ex convento degli Zoccolanti, sede municipale, ha un altare barocco in legno (sec. XVIII). Affreschi settecenteschi, con il martirio dei frati in terra di missione, unici nell'iconografia francescana, sono nella chiesa di Sant'Andrea, annessa al convento dei Cappuccini.§ L'economia si basa sull'agricoltura (olive, ciliegie, uva da vino, fagioli e cereali), l'allevamento bovino, lo sfruttamento dei boschi, l'artigianato della ceramica e il turismo naturalistico e termale (Terme di Ovidio).§ Nei dintorni sono le Gole di San Venanzio (protette da una riserva naturale) e l'omonimo eremo, con la cappella delle Sette Marie (ricostruita nel sec. XV), in cui è conservato un gruppo in terracotta con il Compianto di Cristo (1510).

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