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Richier, Germaine

scultrice francese (Grans, Arles, 1904-Montpellier 1959). Frequentò la Scuola di Belle Arti di Montpellier, trasferendosi nel 1925 a Parigi, dove fu allieva di Bourdelle. Dopo le prime opere classicheggianti, accentrate sulla resa plastica della forma umana, negli anni Quaranta sviluppò una scultura espressionistica con la quale tradusse forme fantastiche di animali notturni e di insetti e rappresentazioni simboliche delle forze elementari. Ne è un esempio La tempesta (1948; Parigi, Musée National d'Art Moderne) in cui l'uomo è visto come una larva dolente, vittima della guerra atomica. Portata a estrinsecare i valori intimi della materia, la Richier adottò quindi una scultura aspra ed essenziale, per molti versi vicina a quella emblematica ed espressionista di Giacometti (Cristo, 1950, chiesa di Assy; Tauromachia, 1953, Venezia, collezione Peggy Guggenheim). Abile nelle varie tecniche, la Richier ne sperimentò di nuove, associando direttamente la pittura alla scultura (con la collaborazione di artisti quali Hartung, Vieira da Silva, ecc.) o alludendo alla pittura mediante l'inserto nelle superfici bronzee di frammenti di vetro colorato, piombo, ecc. Interessante anche la sua attività illustrativa (antologia di poemi di Rimbaud; illustrazioni per la Naturalis historia di Plinio il Vecchio).

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