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Ripacàndida

comune in provincia di Potenza (60 km), 620 m s.m., 33,22 km², 1767 ab. (ripacandidesi), patrono: san Donato (7 agosto).

Centro situato alla destra del fiume Ofanto. Durante l'invasione gotica gli abitanti di Candida Latinorum si trasferirono nel luogo attuale, che fu poi fortificato dai Longobardi. Durante l'invasione ghibellina (1268) appoggiò gli Angioini e in seguito fu assorbito dallo Stato di Melfi. Dopo essere stato saccheggiato dal maresciallo Lautrec (1528), appartenne a vari signori. Il 7 aprile 1861 vi ebbe inizio il moto legittimista che proclamò a Melfi il governo provvisorio borbonico. Fu danneggiato dal terremoto del 1980.§ La chiesa di San Donato, restaurata più volte, ha un portale del sec. XVII e l'interno adorno di affreschi con scene del Vecchio e Nuovo Testamento (sec. XIV), di un altare barocco e di un dipinto del Pietrafesa. La cattedrale (Santa Maria del Sepolcro) ha la facciata secentesca.§ L'agricoltura produce uva da vino (aglianico del Vulture DOC), olive, cereali e foraggi; è diffuso l'allevamento ovino e bovino. Vi operano aziende olearie.

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