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Sàuri

sm. pl. [sec. XIX; dal greco sâuros, lucertola]. Sottordine (Sauria) di Rettili Squamati (Sauria o Lacertilia) che comprende ca. 4630 specie, molte delle quali note come lucertole. I Sauri hanno forma allungata, seppure in misura minore che nei Serpenti; salvo poche eccezioni sono muniti di quattro arti completi, il cui sviluppo presenta una grande variabilità. Le dita, generalmente cinque per arto, sono in genere lunghe e sottili, specialmente il quarto che può raggiungere una lunghezza doppia rispetto alle altre dita. Nelle specie arboricole, quali i camaleonti, le dita assumono una conformazione “a pinza” che le rende particolarmente idonee a garantire una presa tenace. La testa è più o meno robusta, in rapporto al tipo di vita; la bocca è munita di numerosi denti impiantati direttamente sulle mascelle, i quali talvolta sono uncinati e soltanto eccezionalmente (negli Elodermatidi) presentano una scanalatura superficiale tramite la quale la saliva, tossica per molti animali (incluso l'uomo) può penetrare nelle ferite inferte con il morso. La lingua può essere di vari tipi e in base alla forma e alle attitudini fa suddividere i Sauri in varie categorie: sottile, bifida, lunga e mobile (fissilingui: Lacertidi e Varanidi); vermiforme, estensibile e con estremità ingrossata (vermilingui: Camaleonidi); breve e spessa con punta sottile e poco mobile (brevilingui: Scincidi) oppure larga e tozza con estremità non protrudibile (crassilingui: Geconidi e Iguanidi). Il corpo dei Sauri è ricoperto di squame cornee fra di loro parzialmente sovrapposte o soltanto accostate. Le ghiandole cutanee sono localizzate sulla faccia interna delle cosce e nei pressi della cloaca. Gli occhi, piuttosto mobili, sono in genere muniti di palpebre, tranne in alcune famiglie in cui sono protetti da un “occhiale” trasparente; nelle specie scavatrici possono essere profondamente ridotti. La ricerca del cibo è affidata principalmente alla vista. Anche l'udito è ben sviluppato; le aperture auricolari sono munite di una membrana timpanica visibile dall'esterno. I Sauri sono diffusi in ambienti assai diversi, ma sono particolarmente abbondanti nelle regioni calde; contrariamente a quanto di solito si suppone, non possono esporsi troppo a lungo al sole violento delle zone torride, pena l'aumento della temperatura corporea sino a valori incompatibili con la sopravvivenza. La riproduzione avviene per mezzo di uova con guscio pergamenaceo che, deposte sul terreno, si sviluppano sotto l'azione del calore solare; alcune specie tuttavia partoriscono piccoli vivi o depongono uova già prossime alla schiusa. I piccoli, subito dopo la nascita, sono già capaci di svolgere un'esistenza autonoma. I Sauri si nutrono in grande prevalenza di organismi animali, per lo più insetti e altri invertebrati, ma anche, nel caso delle specie più grandi, di mammiferi di taglia piccola e media; ve ne sono però anche di vegetariani, che si alimentano di frutta, gemme e fiori. Degna di nota è la capacità, presente in alcune famiglie, di autotomia della coda qualora questa venga afferrata da un aggressore (vedi in proposito anche Lacertidi). Nel giro di pochi mesi si forma una nuova coda, distinguibile da quella originaria per la minore lunghezza e il colore più sbiadito. I Sauri, la cui lunghezza varia da pochi centimetri ai quasi 4 m del varano di Komodo, si possono suddividere nelle seguenti famiglie: Geconidi, Pigopodidi, Dibamidi, Iguanidi, Agamidi, Camaleonidi, Scincidi, Feilinidi, Cordilidi, Lacertidi, Teiidi, Anguidi, Anniellidi, Elodermatidi, Varanidi, Lantanotidi, Xantusiidi, Coritofanidi, Crotafìtidi, Xenosauridi, Gerrosauridi, Gymnoptalmidi, Oplocercidi, Opluridi, Frinosomatidi, Policrotidi, Tropiduridi. La famiglia degli Anfisbenidi, un tempo appartenente ai Sauri, è stata oggetto di una revisione sistematica che l'ha elevata a livello di sottordine (Anfisbeni).