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Ségni

comune in provincia di Roma (57 km), 668 m s.m., 61,03 km², 8780 ab. (segnini), patrono: san Bruno (18 luglio).

Centro su una dorsale dei monti Lepini, alla destra dell'alta valle del fiume Sacco.Fondato secondo la tradizione da Tarquinio il Superbo, fu poi municipio romano. Sede vescovile dal sec. V, appartenne alla Santa Sede dal sec. VIII. Infeudato in seguito a una famiglia locale (i conti di Segni), fu conquistato da truppe spagnole comandate da Marcantonio Colonna, passando poi ai Barberini (1639) e quindi agli Sforza-Cesarini.⿿ Del periodo più antico restano imponenti tratti delle mura (sec. VI-V a. C.) con i resti di varie porte: la porta Saracena, a sezione ogivale, la porta in Lucino e la porta della Foca, con stipiti sormontati da architravi monolitici. Sull'acropoli sono i resti, parzialmente inglobati nella chiesa di San Pietro (del sec. XIII ma rimaneggiata nei sec. XVIII-XIX), di un tempio su alto podio, a tre celle, forse dei sec. III-II a. C. Al periodo romanico risale l'imponente Cattedrale, ricostruita però (tranne il campanile) nel Seicento; la facciata neoclassica fu progettata dal Valadier, mentre il ricco interno, con pianta a croce greca, fu affrescato da A. Courtois nel sec. XVII.⿿ L'economia si basa su produzione e commercio dei noti marroni segnini, sulla coltivazione di cereali e olive, sull'allevamento di bovini e ovini con produzione di formaggi tipici e sullo sfruttamento dei boschi. Di rilievo il turismo, supportato da buona ricettività, possibilità di escursioni e manifestazioni popolari, tra cui in ottobre il Palio Equestre dell'Anello con Sagra del Marrone. Operano cave per l'estrazione di calcare e industrie di materiali da costruzione.

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