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San Costanzo

comune in provincia di Pesaro e Urbino (23 km da Pesaro), 150 m s.m., 40,70 km², 4120 ab. (sancostanzesi), patrono: san Costanzo (15 gennaio).

Centro tra le valli dei fiumi Metauro e Cesano. Ricordato in documenti del sec. XV come importante castello di Fano, fu poi libero comune fino al 1492, quando papa Leone X lo riconsegnò al dominio farfense. Nella prima metà del sec. XVII fu annesso allo Stato Pontificio e da allora ne seguì le vicende storiche. § Il borgo antico è chiuso nelle mura malatestiane, con porta protetta da torri circolari e con tracce del castello quattrocentesco. A ridosso delle fortificazioni fu eretta nel sec. XVI la parrocchiale, che conserva tele di Ercole Ramazzani; nella chiesa di Sant'Agostino vi sono tele di Sebastiano Ceccarini e un organo Callido. Nel Teatro della Concordia (sec. XVIII) si tennero le prime rappresentazioni di tragedie di Vincenzo Monti. § L'economia è basata sull'agricoltura (cereali, foraggi, barbabietole e ortaggi) e sull'allevamento bovino; sono presenti imprese operanti nei settori delle calzature e del mobile.