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San Vito dei Normanni

comune in provincia di Brindisi (21 km), 108 m s.m., 66,36 km², 20.070 ab. (sanvitesi), patrono: san Vito (15 giugno).

Centro situato ai piedi del ripiano che unisce le ultime propaggini delle Murgesudorientali alla pianura salentina. Fondato nei sec. XI-XII dal normanno Boemondo d'Altavilla, fu saccheggiato dai veneziani nel 1484; nel sec. XVI Ferdinando I d'Aragona lo ripopolò con una colonia di slavi e da allora, fino al 1836, si chiamò San Vito degli Schiavoni. Partecipò alla battaglia di Lepanto contro i Turchi (1571) e nel 1799 aderì alla Repubblica Napoletana. Appartenne alle famiglie Orsini del Balzo, Albrizzi, Marchese e Dentice. § Nella piazza principale s'innalza il castello normanno (sec. XII): della primitiva costruzione, profondamente rimaneggiata nel sec. XV e in seguito, resta la torre quadrata. La chiesa madre, dedicata a Santa Maria della Vittoria, fu iniziata dopo la battaglia di Lepanto e rimaneggiata nel Settecento con la costruzione della facciata barocca; conserva tele e sculture dei sec. XVII e XVIII. § L'agricoltura produce soprattutto olive (olio pregiato) e uva da vino (aleatico di Puglia e ostuni DOC). L'industria opera nei settori alimentare, metalmeccanico (carpenterie), dei materiali da costruzione, del legno e dell'abbigliamento. § Nel territorio si conservano resti di mura megalitiche (il “Paretone dei Greci” detto anche “Limitone”) e due grotte-chiese basiliane fra le più interessanti della Puglia: la cripta di San Biagio (la più antica), con affreschi e iscrizioni greche, e quella di San Giovanni (un po' più recente), con affreschi e iscrizioni latine.