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Scandicci

comune in provincia di Firenze (6 km), 47 m s.m., 59,59 km², 49.562 ab. secondo una stima del 2007 (scandiccesi), patrono: san Zanobi (10 maggio).

Centro situato al margine meridionale della conca di Firenze, sulla destra dell'Arno. L'abitato, caratterizzato da un nucleo antico sul colle e da una parte moderna presso la riva sinistra del fiume Greve, fa parte del territorio metropolitano di Firenze. Il castello di Scandicci fu donato nel 978 dalla contessa Wilma alla badia fiorentina da lei fondata. Questa lo conservò per tutto il Medioevo. Particolare fu l'influenza sul territorio della badia di San Salvatore a Settimo, investita di ampi poteri dalla Repubblica fiorentina. Ai monaci si deve la bonifica della piana alluvionale alla sinistra dell'Arno. § Il territorio è di notevole interesse storico-artistico. Di grande fascino è la badia di San Salvatore a Settimo, anteriore al sec. X e ampliata nella seconda metà del Trecento, concessa dai Cadolingi ai monaci benedettinicluniacensi nel 1004, per poi passare nel sec. XIII ai cistercensi. Dell'antico complesso rimangono il convento, il chiostro quattrocentesco, sale interne di architettura cistercense e la chiesa, con ampia facciata romanica (all'interno opere di importanti artisti toscani dei sec. XV-XVIII). Da segnalare sono la chiesa di Sant'Andrea a Mosciano (1060), la chiesa di Sant'Alessandro a Giogoli (sec. XII) e la chiesa di San Martino alla Palma, eretta prima del Mille (all'interno tavola del maestro di San Martino alla Palma, sec. XIV). Cinquecentesca ma rimaneggiata nel sec. XX è la villa I Collazzi a Giogoli. § Comune altamente industrializzato, vede sviluppati i settori meccanico, tessile, elettromeccanico, conciario, chimico (produzione di pile elettriche a secco), vetrario, dell'imbottigliamento, dei materiali da costruzione, del mobile e grafico-editoriale. L'agricoltura produce ortaggi, cereali, olive e uva da vino.

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