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Singspiel

s. neutro tedesco (da singen, cantare, e Spiel, rappresentazione) usato in italiano come sm. Genere del teatro musicale tedesco, costituito da una serie di dialoghi recitati inframezzati da arie e pezzi d'insieme. Ha addentellati con l'opéra comique e la comédie à ariettes francesi, con la ballad opera inglese e con la zarzuela spagnola. Dopo un primo periodo nel quale ebbe caratteri musicali volutamente semplici e popolareggianti, in reazione al teatro colto, fu portato ad alto livello artistico da J. A. Hiller con La caccia (1770). Affermatosi soprattutto a Lipsia, Berlino e Vienna, il Singspiel (trattato da molti compositori come K. D. von Dittersdorf, J. B. Schenk, F. Schubert) ebbe le sue massime espressioni nel Ratto dal serraglio (1782) e nel Flauto magico (1791) di W. A. Mozart. Più tardi il genere diede notevoli spunti agli autori più sensibili al bisogno di creare un'opera autenticamente nazionale (per esempio il Fidelio, 1805-14, di L. van Beethoven, e Il franco cacciatore, 1821, di C. M. Weber). In questo senso il Singspiel costituisce un importante precedente dell'opera romantica tedesca.

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