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Stiller, Klaus

scrittore tedesco (Augsburg 1941). Ha pubblicato nel 1966 il suo primo e promettente racconto Die Absperrung (Il blocco). Grazie a un linguaggio che richiama la tecnica del collage nelle arti figurative si è affermato sempre più come uno dei maggiori rappresentanti della letteratura documentaristica caratterizzata da una pungente critica sociale. Tra i suoi lavori si ricordano H., ein fiktives Dokument (1970; Hitler, un documento fittizio) e Tagebuch eines Weihbischofs (1972; Diario di un vescovo consacrato) in cui vengono messi a fuoco determinati meccanismi psichici, dalla mania di persecuzione alla teoria del complotto, alla passiva sottomissione alle strutture gerarchiche. Un contributo alla discussione sul gruppo Baader-Meinhof è il lavoro teatrale mai rappresentato Die Räuber (1973; I masnadieri). Incentrato invece su quattro personaggi storici dell'Italia fascista è il volume Die Faschisten-Italienische Novellen (1976; I fascisti. Novelle italiane). Parallelamente a un'intensa attività di pubblicista, redattore radiofonico e traduttore dall'italiano, ha lavorato per diversi anni a una trilogia ambientata nel dopoguerra: Weihnachten-Als wir Kinder den Krieg verloren (1980; Natale-Quando noi ragazzi perdemmo la guerra), Das heilige Jahr (1986; L'anno santo) e Vom Volke der Deutschen: eine heillose Legende (2000; Il popolo tedesco: una leggenda insana).

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