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Sturno

comune in provincia di Avellino (43 km), 652 m s.m., 16,67 km², 3261 ab. (sturnesi), patrono: san Domenico (8 agosto) e san Michele Arcangelo (29 settembre).

Centro posto sul versante sinistro della valle del fiume Ufita. Ebbe origine dall'unione dei casali di Frigento, sorti all'epoca delle guerre tra Longobardi e Normanni. È citato in un documento (1649) con cui Filippo VI di Spagna acconsentì alla vendita del paese a Niccolò Ludovisi, principe di Piombino e di Frigento; divenne comune autonomo nel 1810. Fu gravemente danneggiato nel terremoto del 1980. § Nella parrocchiale di San Domenico è conservata una tela attribuita a Luca Giordano, mentre nella chiesa di San Michele è una statua (forse sec. XVI) dell'arcangelo. La cappella privata di Santa Maria ad Nives, a poca distanza dall'abitato, custodisce un dipinto cinquecentesco raffigurante la Madonna della Neve. § L'economia si basa in prevalenza sulla coltivazione di tabacco, cereali, olivi e viti, cui si affiancano l'allevamento e attività manifatturiere nei settori enologico, molitorio, edile e meccanico.