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Terranòva da Sìbari

comune in provincia di Cosenza (54 km), 313 m s.m., 43,06 km², 5216 ab. (terranovesi), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Centro situato nella bassa valle del fiume Crati. Probabilmente venne fondato dai superstiti della città greca di Thurio (sec. VI-VII), che lo chiamarono Thurio nova. In epoca feudale fu assoggettato al dominio di Tarsia.§ La parrocchiale medievale di San Nicola ha sulla porta un busto del santo (sec. XV) e all'interno un soffitto a rosoni (sec. XVI). La chiesa di San Francesco da Paola conserva il quadro dei Cinque santi Franceschi (1722) e un tabernacolo in legno del sec. XVII. La chiesa del convento di Sant'Antonio ha un altare marmoreo del Seicento e una pala d'altare barocca. Il paese conserva inoltre i resti di un castello medievale in parte adibito ad abitazione.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, uva, olive e frutta, soprattutto agrumi) e sull'allevamento (bovini e ovini). Sono attive aziende artigianali di lavorazione del legno e del ferro. Di notevole importanza è il turismo.

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