Questo sito contribuisce alla audience di

Tristano, Lennie

pianista e compositore jazz statunitense (Chicago 1919-New York 1978). Cieco dall'infanzia, crebbe in un istituto per minorati; qui rivelò grandi doti musicali, tanto che il suo insegnante lo inviò al conservatorio. Uscitone, si dedicò al jazz, mantenendosi con le lezioni private. Ben presto attrasse intorno a sé un cenacolo di allievi ipnotizzati dal suo carisma; inciderà quasi sempre con loro oppure da solo. Il suo primo disco (1946) è già del tutto originale: il linguaggio, non meno moderno del bebop, è però più austero, sommesso, dissonante e stralunato, e ricco di riferimenti a J. S. Bach: è il primo esempio di cool jazz, stile di cui Tristano fu il massimo esponente. Nel 1947-49 incide molti dischi, spesso per etichette minori: la sua musica ardita ed enigmatica, basata su comuni canzoni di cui però ogni traccia riconoscibile è cancellata con cura, non trova pubblico. Incide tra l'altro Intuition e Digression, primi esempi nel jazz di improvvisazione atonale totalmente libero. L'incomprensione incontrata induce Tristano, uomo senza compromessi, a ritirarsi in casa: acquista un registratore e vi armeggia, sovrapponendo le piste e alterando le velocità, e producendo surreali capolavori (Descent into the Maelstrom, Requiem, Turkish Mambo); raramente suona in pubblico. Verso il 1960 elabora una nuova tecnica pianistica, che gli consente di improvvisare in contrappunto tra le due mani: produce così gli ultimi capolavori (C Minor Complex, Scene and Variations), immense cattedrali polifoniche, veri monumenti all'improvvisazione su canzoni. Da ultimo, disgustato del mondo del jazz e dei suoi sviluppi ulteriori, Tristano si chiuse in un amaro silenzio. La sua opera, ristretta e intermittente, è tuttavia una tra le vette del jazz bianco.

Media


Non sono presenti media correlati