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Vàsia

comune in provincia di Imperia (11 km), 385 m s.m., 10,75 km², 440 ab. (vasiesi), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio).

Centro posto su una collina del retroterra di Imperia. Seguì le vicende storiche di Prelà, che aveva donato questo territorio ai monaci benedettini di Lerino (1119). Nel 1576 pervenne a Emanuele Filiberto di Savoia, seguendo le sorti del Piemonte al quale è da secoli economicamente e storicamente legato.§ La parrocchiale di Sant'Antonio Abate, affiancata dal campanile più alto della vallata (sec. XIX), fu ricostruita nel sec. XVII; di fronte è l'elegante oratorio dell'Immacolata Concezione (1757) con facciata tardobarocca. Più antica è la chiesetta di San Martino, dal 1119 al 1560 appartenente ai benedettini, che forse avviarono nella zona la coltura dell'olivo. Nei dintorni, a Pianavia, si ergono i resti (torri circolari, feritoie da balestra, camminamenti, cisterne) del castello dei conti di Ventimiglia-Tenda (sec. XIII).§ L'agricoltura è rivolta alla coltivazione dell'olivo e della vite. Sono presenti importanti imprese manifatturiere enologiche e per la produzione di un pregiato olio d'oliva. Si pratica l'allevamento.

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