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Vitulano

comune in provincia di Benevento (18 km), 430 m s.m., 35,91 km², 3029 ab. (vitulanesi), patrono: san Menna (lunedì dopo Pentecoste).

Centro posto alla sinistra del fiume Calore. Il territorio fu abitato fin dai tempi preistorici, come documenta il ritrovamento di una stazione del Neolitico finale (in località La Palmenta). Di origini longobarde, è citato per la prima volta nel sec. IX. Fece parte del gastaldato dipendente dai Da Tocco. Nel sec. XV fu feudo degli Acquaviva d'Aragona, poi passò ai Carafa e ai D'Avalos (sec. XVI).§ In posizione elevata sorge la collegiata della Santissima Trinità (sec. XVIII), sormontata da una cupola poligonale e con campanile di stile vanvitelliano (sec. XVIII). La chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce una tavola di Pompeo Landolfo (1596) e un affresco del pittore beneventano Alberto Sforza (sec. XVIII). Nella valle sottostante si trova il complesso monumentale della Santissima Annunziata e di Sant'Antonio (voluto da Bernardino da Siena), con facciata fiancheggiata da un lato da un robusto campanile, dall'altro da una cappella settecentesca. Numerosi sono i palazzi signorili. § L'agricoltura produce olive, uva da vino (taburno e solopaca DOC) e cereali. Rilevante il turismo: Vitulano è una frequentata meta di villeggiatura estiva. L'industria opera nei settori alimentare (oleifici) e della lavorazione del legno. Pregiatissimo è il marmo che vi si estrae, ricercato già nell'antichità e utilizzato dal Vanvitelli per le sue più importanti architetture.§ A NE dell'abitato è l'eremo di San Menna (sec. IX); i ruderi della badia di Santa Maria in Gruptis sono del sec. X. L'area è ricca di foreste e di sorgenti.

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