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Vlachos, Ánghelos

letterato greco (Atene 1838-1920). Diplomatico eminente (rappresentò la Grecia al Congresso di Berlino), influenzò il romanticismo greco con le traduzioni, soprattutto da A. Lamartine (1864) e da H. Heine. Sostenitore (memorabili le sue polemiche con E. Roidis) del conservatorismo più intransigente, pubblicò varie sillogi poetiche (Aurora, 1857; Ore, 1860; Versi, 1865; Poesie liriche, 1875). Direttore del Teatro Reale dalla fondazione (1901), affiancò alle opere tradotte dal repertorio straniero alcuni lavori originali raccolti nel volume Commedia (1871). Con La figlia del droghiere (1886), Vlachos rinnovò la scena greca introducendovi l'atto unico e modi farseschi prossimi al vaudeville.

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