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Roídis, Emanuíl

scrittore greco (Siro 1835-Atene 1904). Dopo una prolungata permanenza all'estero, dove s'impadronì delle principali lingue europee, nel 1860 si stabilì ad Atene, dedicandosi a una feconda attività di scrittore, traduttore (Poe, Feuillet, Mürger, Baudelaire) e critico letterario e sovrintendendo poi (1880-1903) alla Biblioteca Nazionale. Raggiunse grande fama nel 1866 col romanzo storico, solo in apparenza scandalistico, La papessa Giovanna, che ebbe numerose traduzioni e gli attirò gli strali dell'autorità ecclesiastica. La rigida katharéyusa del romanzo s'ammorbidisce nei Racconti di Siro, di atmosfera intimistica. Nell'annosa questione della diglossia, si convertì alla demotica, riconoscendola l'unica lingua letteraria legittima con lo studio critico Il libro di Psicharis e con la grossa opera Gl'idoli. Ricchissima la sua attività pubblicistica, spesso vivacemente polemica.

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