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Warthon, Edith

scrittrice americana (New York, 1862-Saint-Brice-sous-Forêt, Francia, 1937). Nata in una famiglia altoborghese, Edith Jones riceve un'educazione antiquata (non va a scuola, ma prende lezioni da una governante e studia i libri del padre) che ne frustra l'interesse per la letteratura, manifestato precocemente. Andata giovane in sposa a E. Robbins Wharton, un uomo buono e altolocato ma molto meno colto e interessato di Edith, nel 1907 si trasferisce in Francia, dove in seguito comincia a frequentare circoli in cui si incontrano artisti, scrittori intellettuali (conosce qui A. Gide, J. Cocteau e H. James) e in cui conosce un uomo per cui divorzierà dal marito. Il primo esperimento letterario è The Decoration of Houses scritto quasi per gioco in collaborazione con l'architetto O. Codman. La sua produzione artistica comprende trentuno romanzi, numerosi saggi, tre raccolte di poesie e svariati articoli. Nei suoi romanzi, molti dei quali pubblicati in Italia dagli anni Ottanta in poi, racconta il materialismo della società in cui vive, rappresentandone luoghi e comportamenti in modo vivido e acuto, con uno stile ironico e un intento moralizzante (The house of mirth, 1905, La casa della gioia; Ethan Frome, 1911, Un caso terribile: Ethan Frome; Roman Fever, 1911, Febbre romana; Summer, 1917, Estate; Old New York, 1924, Vecchia New York; The children, 1928, I ragazzi; Ghost, 1937; Storie di fantasmi). Durante la prima guerra mondiale si fa portavoce della causa alleata e scrive infervorati appelli, destinati alla pubblicazione negli Stati Uniti, affinché il suo Paese intervenga. Riceve il premio Pulitzer nel 1921 per The age of innocence (1920; L'età dell'innocenza, portato sul grande schermo nel 1993 dal regista M. Scorsese) e una laurea ad honorem da Yale nel 1923.