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Cocteau, Jean

poeta, romanziere, drammaturgo e pittore francese (Maisons-Laffitte 1889-Milly-la-Forêt, Parigi, 1963). Dotato di straordinario ingegno, fervente sostenitore di ogni forma di avanguardia, stupì per la molteplicità e l'originalità di ogni sua creazione artistica, in cui sempre vivo e presente è un afflato poetico. In ordine cronologico tra le sue opere più significative sono da ricordare il balletto Parade (1917), testimonianza della poetica musicale che ispirava il Gruppo dei Sei per cui Cocteau nel 1918 scrisse il manifesto, la pantomima Les mariés de la Tour Eiffel (1924), il mimodramma Le boeuf sur le toit (1920), il romanzo Le Potomak (1919; Il Potomak), le poesie Le Cap de Bonne-Espérance (1919; Il capo di Buona Speranza) e Plain-Chant (1923). Dopo un saggio, Le secret professionnel (1922; Il segreto professionale), tornò al romanzo con Le grand écart (1923), Thomas l'imposteur (1923; Tommaso l'impostore), Les enfants terribles (1929; I ragazzi terribili). Si avvicinò al teatro nel 1927 con un adattamento fedele dell'Antigone di Sofocle, poi con Oedipe roi (1928; Edipo Re) e La machine infernale (1934; La macchina infernale), Les chevaliers de la Table Ronde (1937; I cavalieri della Tavola Rotonda), Les parents terribles (1938; I parenti terribili), Les monstres sacrés (1940; I mostri sacri), L'aigle à deux têtes (1946; L'aquila a due teste), Théâtre de poche (1949). Instancabile, pubblicò nel frattempo studi su De Chirico, Modigliani, Picasso, poemi ora in versi irregolari ora di stile classico (Mythologie, 1934; Allégories, 1941; Léone, 1945); raccolse i suoi ricordi in Foyer des artistes (1947) e Portrait de famille (1950); scrisse sceneggiature e dialoghi e curò la regia di numerosi film: da Il sangue del poeta (1930), Orfeo (1950) e Il testamento di Orfeo (1960) – i suoi saggi sperimentali – all'elegante e formalistico La bella e la bestia (1946), al drammatico I parenti terribili (1948), su proprio testo. Senza contare infine i disegni, i quadri, gli affreschi di cappelle: esiti di una pittura collocabile nell'ambito di un surrealismo vicino a quello picassiano, ma con una maggiore accentuazione grafica e decorativa, di ascendenza secessionista. Creatore di un'opera poliforme che rende difficile il giudizio, Cocteau fu accolto nel 1955 all'Académie Française, dopo esser stato l'insolenza personificata. A correggere il severo giudizio di Breton, che lo definì un mistificatore, basta il fascino della sua opera, di cui si può dire che creò il clima letterario di vari decenni.

Bibliografia

A. Gide, Incidences, Parigi, 1924; C. Mauriac, Jean Cocteau ou la vérité du mensonge, Parigi, 1954; R. Lannes, Jean Cocteau 1945-1952, Parigi, 1955 e 1964; J. Siclier, Jean Cocteau et le cinéma, Bruxelles, 1955; A. Fraigneau, Jean Cocteau par lui-même, Parigi, 1957; J. J. Kihm, Cocteau, Parigi, 1960; W. Fowlie, Jean Cocteau, Londra, 1966; F. Brown, An Impersonation of Angels: A Biography of Jean Cocteau, New York, 1968; P. Chanel, Album Cocteau, Poitiers, 1970; C. Mauriac, Une amitié contrariée, Parigi, 1970; F. Steegmuller, Cocteau, Parigi, 1973; G. Morgue, Jean Cocteau. Poète graphique, Parigi, 1975; H. P. Saverin, Jean Cocteau ou l'immoralisme, Parigi, 1981.

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