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adenòma

sm. (pl. -i) [adeno-+-oma]. Tumore epiteliale benigno che si sviluppa su tessuto ghiandolare, ma che può provocare marcate alterazioni sia per la sua localizzazione (compressione delle strutture organiche vicine) sia per le sue secrezioni. Si conoscono molti tipi di adenomi definiti in base all'organo o al tessuto colpito oppure con il nome dello studioso che l'ha descritto. I più caratteristici sono gli ipofisari, che si sviluppano a spese del lobo anteriore dell'ipofisi, con diametro che varia da pochi millimetri a diversi cm. Sono distinti in: adenoma basofilo o adenoma di Cushing, le cui cellule si possono colorare con coloranti basici; adenoma acidofilo, le cui cellule si possono colorare con coloranti acidi; adenoma cromofobo, le cui cellule non si possono colorare; adenoma eosinofilo, le cui cellule sono ricche di eosinofili; adenoma misto, che presenta le strutture del cromofobo e dell'eosinofilo. Gli sebacei, localizzati al volto, formati da una massa di ghiandole sebacee confluenti in papule giallo-rossastre. Se ne conoscono più forme: adenoma di Balzer, che colpisce principalmente le ghiandole pilo-sebacee; adenoma di Hallopeau-Leredde, costituito da tumoretti duri, confluenti, in cui predomina la componente fibrosa; adenoma di Pringle, costituito da formazioni angiofibromatose, nelle quali sono inglobate ghiandole sebacee, talvolta ipertrofiche, che si dispongono simmetricamente ai lati del naso. Gli villosi sono tumori dell'intestino. Gli bronchiali sono tumori derivati dalle ghiandole della sottomucosa dei bronchi e appartengono alla categoria dei tumori maligni, sebbene con una malignità molto limitata. L' prostatico si riscontra nei pazienti con ipertrofia prostatica.

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