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intestino (anatomia)

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Descrizione generale

sm. [sec. XIV; dal latino intestīna, neutro pl. dell'agg. intestīnus, interno]. Tratto del canale alimentare che fa seguito allo stomaco e sbocca all'esterno con l'orifizio anale. Nei Metazoi, cavità di forma varia nella quale avviene il processo della digestione. Nei Vertebrati per intestino s'intende la porzione dell'apparato digerente compresa tra il piloro e l'orifizio anale.

Anatomia comparata

Sono provvisti di intestino tutti gli animali in cui l'alimento deve subire un processo di digestione prima di essere assorbito. Quando il cibo viene direttamente inglobato come tale da una o più cellule, la digestione avviene all'interno di queste (digestione intracellulare) e l'intestino manca. È questo il caso dei Protozoi e dei Metazoi a organizzazione più semplice (Poriferi). Altrettanto privi di apparato digerente sono alcuni parassiti intestinali (tenie) potendo disporre di alimenti già digeriti dall'organismo ospitante e assorbirli direttamente attraverso la superficie del proprio corpo. Negli altri Metazoi, invece, è sempre presente una cavità intestinale nella quale l'alimento è prima digerito e quindi assorbito (digestione extracellulare). I Celenterati, alcuni Platelminti e altri gruppi di Invertebrati possono avere una digestione mista, in parte extra- e in parte intracellulare, ma sono già provvisti di intestino. Nei Celenterati e nei Platelminti delle classe Turbellari e Trematodi, la cavità intestinale comunica con l'esterno per mezzo della sola apertura boccale che serve sia per l'ingestione del cibo sia per l'espulsione dei rifiuti. Questo tipo di intestino, detto sacciforme, può anche essere molto ramificato (vermi). A partire dai Nemertini, l'intestino è di tipo tubulare, con un'apertura boccale di ingestione e una anale di egestione. Le parti iniziale e terminale del tubo digerente, dove le pareti sono rivestite da un'introflessione cutanea, prendono rispettivamente il nome di stomodeum e proctodeum; il tratto compreso tra questi ultimi, rivestito da epitelio di origine endodermica, si chiama mesenteron. L'estensione di queste porzioni è variabile: il mesenteron prevale nei Vertebrati, mentre stomodeum e proctodeum sono assai sviluppati negli Artropodi. Dal punto di vista funzionale si distinguono tratti particolarmente specializzati per la digestione meccanica, chimico-enzimatica o per l'assorbimento. Si parla allora di intestino anteriore, medio e posteriore. Per le diverse porzioni di questi si ricorre spesso ai termini di faringe, esofago, stomaco muscolare, stomaco ghiandolare, intestino medio e terminale, derivati dall'anatomia dei Vertebrati. La forma e le dimensioni di questi tratti sono strettamente dipendenti dal regime alimentare degli animali: per esempio i Carnivori, che si nutrono di sostanze di elevato potere nutritivo, devono introdurne una quantità relativamente piccola e quindi hanno un apparato digerente molto più corto degli erbivori che devono invece ingerire forti quantità di alimento relativamente povero di sostanze nutritizie. L'intestino è generalmente costituito, dall'interno all'esterno, da quattro strati o tuniche. La tunica mucosa è formata da epitelio e sottostante tessuto connettivo contenente fibre muscolari lisce. L'epitelio deriva dall'endoderma; la tunica sottomucosa, molto spessa, formata da tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni e fibre nervose; la tunica muscolare, formata da due strati (uno circolare e uno longitudinale) di muscolatura liscia; la tunica sierosa, che circonda esternamente l'intestino, è formata da epitelio celomatico e sottostante tessuto connettivo. Le zone anteriore e posteriore dell'intestino (esofago e retto) solitamente presentano un epitelio stratificato; su gran parte del restante intestino è presente un rivestimento formato da una membrana mucosa con epitelio cilindrico semplice. Le cellule possono avere funzioni differenti: hanno generalmente un'attività ghiandolare e, quelle del tratto posteriore, anche di assorbimento. Dall'epitelio si sviluppano, inoltre, varie strutture ghiandolari alcune delle quali producono un secreto mucoso utile all'ammorbidimento del cibo, altre enzimi o altre sostanze che facilitano il processo digestivo.Come la struttura dell'apparato digerente, anche gli enzimi digestivi in esso presenti variano con l'alimentazione e pertanto vi sono animali che digeriscono sostanze inutilizzabili per altri: per esempio la tignola degli abiti digerisce la cheratina, la tignola degli alveari digerisce la cera. L'assorbimento è spesso facilitato dalla grande estensione che la superficie del tratto intestinale deputato a tale funzione viene ad assumere per la presenza di villi, papille, pliche, diverticoli, ecc. Per quanto riguarda i Vertebrati, il tubo digerente si estende dal capo alla fine del tronco, formando lungo il percorso numerose anse, ed è composto da un intestino anteriore, uno medio e uno terminale. L'intestino anteriore comprende cavità orale, faringe, esofago e stomaco (assente nei Ciclostomi). Questo tratto assume nei vertebrati acquatici funzione di intestino respiratorio. Nei Teleostei in prossimità del piloro si osservano appendici a fondo cieco aventi funzione di rendere più estesa la superficie intestinale. Negli Uccelli una dilatazione dell'esofago forma l'ingluvie o gozzo. Lo stomaco è diviso in uno stomaco ghiandolare o proventriglio e uno muscolare più sviluppato nei granivori. Nello stomaco dei Mammiferi si distinguono una porzione esofagea, una cardiaca, una del fondo dello stomaco e una pilorica accompagnata da ghiandole gastriche. Particolari complicazioni si trovano nello stomaco dei Ruminanti, che si divide in rumine, reticolo, omaso e abomaso di cui i primi due appartengono alla porzione esofagea. Anche i Tilopodi (cammello, dromedario), i canguri della famiglia Macropodidi e i Cetacei hanno uno stomaco multiloculare con concamerazioni più o meno numerose. L'intestino medio, negli Uccelli e nei Mammiferi, prende il nome di tenue e si divide in duodeno, digiuno e ileo. La superficie interna presenta numerosissimi villi. Nei Condritti, Condrostei, Olostei, Dipnoi l'aumento di superficie disponibile per l'assorbimento è determinato dalla presenza di una valvola spirale, lamina elicoidale sporgente nel lume intestinale. L'intestino terminale nei Ciclostomi, Pesci, Anfibi, Rettili, Uccelli e, tra i Mammiferi, nei Monotremi riceve lo sbocco degli ureteri e dei gonodotti in modo da formare una cloaca. Nei Condritti nella parte antero-dorsale del retto si trova un diverticolo detto ghiandola digitiforme. Negli Uccelli al limite tra intestino medio e terminale si trovano due appendici cieche dorsali. Nei Mammiferi l'intestino terminale si divide in crasso o colon (con parete ricca di villi) e retto. Anche qui al limite tra tenue e crasso si trova un diverticolo cieco con un'appendice vermiforme.

Anatomia e patologia umana

Nell'uomo l'intestino si suddivide in intestino tenue e intestino crasso. L'intestino tenue comprende il duodeno e l'intestino tenue mesenteriale, che si distingue in digiuno e ileo. L'intestino crasso, nel quale si innesta l'intestino tenue, comprende il cieco con l'appendice ciecale, il colon, il retto e l'orificio anale. Per riferimenti embriologici, vedi apparato digerente; per la fisiologia, vedi digestione; intestino primitivo, lo stesso che archenteron. § Le affezioni dell'intestino comprendono sindromi morbose note e frequenti. Processi infettivi, tossici, allergici possono dar luogo a quadri flogistici diffusi, acuti e cronici (enterocolite), o localizzati (forme segmentarie) al duodeno (duodenite), o all'ileo (ileite), o al colon (colite). Importanti sono le localizzazioni intestinali della tubercolosi (tubercolosi intestinale), mentre la sifilide in questo settore è di scarso rilievo per la minore frequenza. Numerose sono le neoplasie, quasi sempre a decorso maligno (carcinomi), che si insediano nel tenue, nel colon, nel retto, nell'ano. Un altro gruppo di malattie intestinali comprende: l'appendicite acuta e cronica, l'occlusione intestinale (o ileo), i diverticoli, i corpi estranei, gli ascessi e fistole perianali e perirettali, le emorroidi e ragadi anali, il prolasso anale e rettale. Malformazioni congenite sostengono di frequente forme particolari, quali il megacolon e dolicocolon, il mega- e dolicosigma, ecc. I traumi sull'addome possono infine determinare situazioni patologiche gravissime, spesso a esito letale, come avviene nel caso di rottura di anse intestinali seguita da peritonite.

Bibliografia

L. Testut, A. Latariet, Traité d'anatomie humaine, Parigi, 1949; I. Spadolini, Fisiologia umana, Torino, 1950; J. L. Kantor, A. M. Kasich, Handbook of Digestive Diseases, St. Louis, 1951; W. H. Hollinshead, Anatomy for Surgeons, New York, 1961; H. Hermann, J. F. Cier, Précis de Physiologie, Parigi, 1965; H. W. Davemport, Physiology of the Digestive Tract, Chicago, 1966; G. Lambertini, Manuale di anatomia dell'uomo, Padova, 1968.