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antichità

(ant. antiquità), sf. [sec. XIII; da antico].

1) L'essere antico: dipinto pregiato per la sua antichità.

2) Il periodo antico, specialmente contrapposto al Medioevo e all'età moderna: antichità classica; è stato sempre affascinato dallo studio dell'antichità. Per estensione, gli uomini e i fatti del passato: gli insegnamenti dell'antichità.

3) Specialmente al pl., oggetti antichi, solitamente di valore storico-artistico: ha aperto un negozio di antichità. Antico, anche resti, ruderi archeologici: “li diluvi dell'acqua hanno consumato ogni antichità” (Leonardo).

4) Le istituzioni e i costumi antichi; la disciplina che ne fa oggetto di studio. In particolare si intese, in passato, lo studio di alcune discipline aventi per oggetto aspetti particolari della storia antica (per esempio le istituzioni pubbliche), esaminati come entità statiche e autonome rispetto alla ricerca storica. Note ai Greci (da Ippia di Elide a Plutarco) e ai Romani (da Varrone a Verrio Flacco), le ricerche antiquarie ebbero la loro massima affermazione nell'età umanistica, con Flavio Biondo, Ciriaco d'Ancona, Pomponio Leto ed altri. Oggi si è propensi a considerare le antichità nel loro divenire storico e nell'ambito di una visione storica generale.

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