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apprendiménto (psicologia e pedagogia)

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Psicologia

Processo attraverso il quale si origina o si modifica un comportamento in presenza di determinati stimoli. Si può parlare di apprendimento solo quando tale cambiamento non può essere spiegato sulla base di processi maturativi o stati temporanei dell'organismo (come affaticamento, effetto di droghe, ecc.). Questa definizione sembra quella che meglio si adatta a delineare il concetto scientifico di apprendimento; infatti la definizione comune, che considera l'apprendimento come un processo psichico intenzionale finalizzato a un migliore adattamento all'ambiente, non sembra sufficiente a definire le varie forme di apprendimento esistenti. Sono stati a lungo studiati i complessi rapporti tra processi maturativi e apprendimento; molto spesso infatti il cambiamento del comportamento è dato dall'interazione tra questi due processi. Per esempio nel processo di apprendimento del linguaggio il bambino impara la lingua che ascolta intorno a sé, ma solo quando ha raggiunto una data maturità biologica. Si possono distinguere quattro forme di apprendimento: sensoriale, acquisizione della capacità di dare determinate risposte in occasione della presentazione di certi stimoli (per esempio, premere una leva al suono di un campanello); motorio, acquisizione di determinati schemi di comportamento in cui è prevalente l'attività muscolare (per esempio, scrivere a macchina); verbale, acquisizione del linguaggio nelle sue componenti fonetiche, sintattiche e semantiche; ideativo, acquisizione di determinati schemi concettuali. Nell'uomo si parla di apprendimento personale, inteso come sintesi delle quattro forme suesposte. Le molte teorie dell'apprendimento possono essere suddivise in due grandi filoni: teorie stimolo-risposta e teorie cognitive; entrambe riescono a dare una spiegazione esauriente di tutti i tipi di apprendimento. Nel primo gruppo rientrano la scuola riflessologica russa (con Pavlov e il condizionamento classico) e il behaviorismo americano (condizionamento strumentale o operante). Negli esperimenti di Pavlov i cani imparavano a produrre una risposta già nota (salivazione) in presenza di uno stimolo nuovo (campanello); negli esperimenti di condizionamento operante, invece, gli animali imparano a produrre risposte nuove in presenza di determinati stimoli. Per esempio un ratto assetato nella gabbia di Skinner apprende a premere la leva per ottenere l'acqua. Entrambe le scuole negano l'esistenza di intermediari cerebrali centrali nell'apprendimento e parlano di una semplice acquisizione di abitudini che avviene per prove ed errori, fino a raggiungere la risposta corretta. Elemento fondamentale del processo di apprendimento è l'associazione per contiguità temporale tra rinforzo positivo, cioè il premio (nell'esempio l'acqua) e il comportamento adeguato. La punizione invece non sembra avere un effetto altrettanto efficace nell'eliminazione di comportamenti indesiderati. Per le teorie cognitive, sviluppate principalmente da Tolman e dagli psicologi della Gestalt, l'apprendimento avviene grazie a processi cerebrali centrali, come la memoria e le aspettative, che agiscono da integratori di un comportamento diretto a una meta. Non si imparano quindi abitudini, ma si costruiscono strutture cognitive. Secondo questi autori l'apprendimento non avviene per tentativi, ma grazie a una ristrutturazione percettiva del problema che viene risolto per intuizione. Inoltre esiste un apprendimento latente, non strettamente legato alla ricompensa e all'uso immediato di ciò che si è appreso. Altri aspetti dell'apprendimento messi in luce dalla teoria cognitiva sono l'apprendimento per imitazione e lo sviluppo di una disposizione a imparare (learning set) che si sviluppa con l'esercizio di tale funzione. La differenza tra le due scuole è fondamentale in quanto dalle due teorie diverse conseguono programmi di insegnamento profondamente diversi. Secondo alcuni autori entrambe le teorie sono valide in quanto i differenti processi di apprendimento si utilizzano in situazioni diverse. Particolare interesse riveste il problema del transfert, l'influenza positiva o negativa che un tipo di apprendimento può avere su un altro precedente o successivo (transfert retroattivo o proattivo). Il transfert viene considerato come un processo intermedio tra apprendimento e memorizzazione e tutti e tre questi processi vengono considerati parte del più generale processo di acquisizione.

Pedagogia

Con lo sviluppo dell'analisi scientifica della condotta umana e con il costituirsi autonomo, e su basi sperimentali, della psicologia (segnatamente genetica e comparata), vengono formulate le moderne teorie dell'apprendimento. Su queste basi viene contestata la stessa didattica dell'attivismo che pure aveva segnato una rottura rispetto alla didattica tradizionale dello stadio empirico (per esempio il procedimento “per prove ed errori” del Pestalozzi) proprio attraverso l'introduzione di osservazioni controllate e l'avvio del disegno sperimentale. La didattica scientifica odierna si costituisce infatti utilizzando i risultati dell'analisi del processo dell'“apprendere-insegnare” che si avvale soprattutto degli strumenti teorici del behaviorismo americano di impostazione elementaristica, della psicologia della forma e delle ricerche del Piaget sullo sviluppo cognitivo.