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assorbènte

agg. e sm. [sec. XVII; ppr. di assorbire].

1) Agg., che assorbe, atto ad assorbire: carta assorbente; polveri assorbenti. Anche come sm., sostanza, elemento capace di assorbire; in particolare, tampone di garza e ovatta o cellulosa usato nell'igiene intima femminile durante i periodi di mestruazione.

2) Nelle scienze e in tecnica, riferito a sistema (struttura, ambiente, materiale), avente elevate proprietà di assorbimento. In particolare: A) In acustica, camera assorbente, sinonimo di camera anecoica; B) in edilizia, assorbente acustico (o fonoassorbente) e assorbente termico, materiali da costruzione, o di finitura, aventi proprietà di limitare o impedire la trasmissione di energia sonora o termica (vedi isolante).

3) In botanica, peli assorbenti o succhiatori, peli che si originano come estroflessioni delle cellule epidermiche della porzione subapicale della radice. Sono generalmente unicellulari e hanno vita breve, essendo continuamente rinnovati con l'accrescimento della radice stessa.

4) Sm. In elettronica, materiale metallico usato per aumentare il vuoto, ossia diminuire la pressione, all'interno di camere a vuoto o di tubi elettronici a vuoto. È molto usato anche il termine inglese getter. L'assorbente è introdotto nel tubo elettronico in costruzione e, dopo aver fatto il vuoto e saldato il tubo, viene riscaldato e fatto evaporare; il metallo allo stato di vapore si combina con le molecole dei gas residui e si deposita sulle pareti del tubo. I metalli più usati come assorbenti sono bario, calcio, magnesio, sodio e zirconio.