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botulino

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Descrizione generale

sm. [dal latino botŭlus, salsiccia]. Denominazione del batterio Clostridium botulinum, responsabile del botulismo. La pericolosa tossina viene prodotta in mancanza di ossigeno e quando la temperature supera 5-10 gradi. Il suo ingerimento può avere conseguenze molto gravi, evitabili con il siero, entro 48 ore dall'ingestione, o ricorrendo alla rianimazione. Gli effetti del botulino sono temporanei, anche se in alcuni casi possono protrarsi per mesi. Le tossine si legano alle fibre del sistema nervoso, aggrediscono l'organismo a partire dai nervi cranici: prima compaiono disturbi alla vista, poi si manifestano difficoltà di deglutizione e problemi intestinali, soprattutto stitichezza. La conseguenza più grave è la paralisi dei muscoli respiratori, che può portare alla morte, se non si provvede immediatamente alla respirazione artificiale. La tossina del botulismo può nascondersi soprattutto in alimenti mal conservati, all'origine di numerosi casi di intossicazione, ma non si forma in ambienti molto acidi, come salsa di pomodoro o aceto. Il botulinoè peraltro sensibile al calore e una cottura a 80° per 30 minuti lo distrugge.

Applicazioni terapeutiche

La tossina del botulismo è stata isolata e purificata, per la prima volta, nel 1946, ma solo nel 1977 è stata utilizzata a scopo terapeutico per curare lo strabismo. Nei primi anni Ottanta è stata, poi, utilizzata contro le distonie focali e negli Stati Uniti ne è stato autorizzato anche l'uso per la cura di alcune malattie neurologiche. Da allora si sono avute ulteriori applicazioni in altri settori della medicina, come quella estetica. Usata nella cura dei tic del volto, si è notato che il botulino distende le rughe, rallentando la contrazione muscolare, una delle principali cause della formazione di queste. Il trattamento, basato su mini-iniezioni intramuscolari, ha effetto dopo 5-6 giorni e dura circa 8 mesi, avviene in ambulatorio e non richiede anestesia. Si stanno studiando ulteriori applicazioni della tossina botulinica contro la cefalea, dovuta alla tensione muscolare, l'eccessiva sudorazione e l'eccessiva produzione di saliva. La spiegazione dell'efficacia del botulino in questi casi è nel fatto che esso agisce su tutti i meccanismi in cui entra in gioco l'acetilcolina, il neurotrasmettitore, che fa contrarre i muscoli e fa funzionare ghiandole sudoripare e salivari. Bloccando la trasmissione di questo messaggero biochimico, il botulino blocca la trasmissione degli impulsi nervosi ai muscoli, cementando il punto in cui il nervo si innesta nel muscolo. Quest'ultimo perde così la forza di contrarsi. A questo punto entra in azione un meccanismo molecolare che ripristina la trasmissione costruendo un collegamento ponte tra muscolo e nervo.

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