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capécchio

sm. [sec. XIV; latino capitŭlum, cima di un albero].

1) Primo cascame, grossolano, eliminato dalla pettinatura del lino; viene utilizzato per imbottiture. Fig., per indicare capelli o peli ispidi e incolti: “trecce di capecchio” (Faldella).

2) Nome comune dell'arbusto cespuglioso Rhus cotinus (=Cotinus coggyria) della famiglia Anacardiacee, detto anche scotano e albero della nebbia, diffuso nelle boscaglie submontane aride dalla zona mediterranea all'Himalaya e alla Cina centrale. È una pianta con odore resinoso che ha foglie semplici, picciolate, glabre, ovali, a margine intero, di un bel colore rosso in autunno e caratteristici rami fioriferi raccolti in pannocchie terminali con peduncoli che si allungano dopo la caduta dei relativi fiori formando intrecci ornamentali. Il frutto è una piccola drupa rossa velenosa, contenente un solo seme, privo di albume. Dalla radice si estrae una sostanza colorante giallo-aranciata mentre la corteccia contiene sostanze tanniche e fustina, un glucoside. Le foglie sono astringenti ed emostatiche, e vengono anche usate nell'industria conciaria.