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carburatóre

sm. [sec. XIX; da carburare]. Dispositivo dei motori a scoppio con accensione a scintilla (ciclo Otto), che ha la funzione di preparare e dosare la miscela esplosiva aria-vapore di benzina utilizzata quale combustibile. Il carburatore è installato generalmente sulla condotta di aspirazione per cui la miscela viene immessa nei cilindri del motore, secondo la successione del ciclo Otto, sfruttando la depressione creata dal movimento del pistone "Vedi schema vol. V, pag. 437" . Schematicamente "Per lo schema di carburatore vedi il lemma del 5° volume." il carburatore è costituito da: camera di carburazione; vaschetta a livello costante; diffusore; valvola a farfalla; due spruzzatori a ugello calibrato (gicleurs). La vaschetta a livello costante è un piccolo recipiente, dotato di un galleggiante con valvola a punta conica, che apre o chiude la luce del tubicino attraverso cui giunge la benzina, in dipendenza del movimento del galleggiante sotto la spinta della benzina; ciò per mantenere nella vaschetta un livello costante di benzina. La vaschetta è a sua volta in comunicazione, tramite un condotto principale (detto del massimo) a ugello calibrato (gicleur), con la camera di carburazione; il condotto, per il principio dei vasi comunicanti, risulta anch'esso a livello costante di benzina; l'estremo del gicleur sbocca nel punto di massima strozzatura di un tubo di Venturi (il diffusore), condotto convergente-divergente affiancato alla vaschetta e sottostante la camera di carburazione, attraversato dal flusso d'aria aspirata dal pistone del motore. Per il principio di Bernoulli, nella sezione minima del condotto il flusso d'aria aumenta la propria velocità e crea una depressione, per cui la benzina, caratterizzata da un'elevata volatilità, evapora e viene trascinata via dalla corrente d'aria. L'aria viene aspirata anch'essa per depressione, attraverso un condotto che sfocia alla base del tubo di Venturi. Benzina e aria si miscelano nella camera di carburazione, dove si trova la valvola a farfalla. Viene così creata la miscela pronta per entrare nei cilindri e prender parte al ciclo termico del motore. Caratteristica importante del carburatore è quella di dosare la miscela in proporzioni costanti al variare della portata dell'aria: infatti, aumentando la portata d'aria aumenta la velocità quindi la depressione nella sezione di gola del diffusore e aumenta quindi la quantità di vapori di benzina prodotta. La depressione creata nel tubo di Venturi è regolabile mediante la valvola a farfalla, comandata dal conduttore col pedale dell'acceleratore. Tutti i carburatori sono dotati di un condotto che si diparte da quello principale e che, tramite un secondo gicleur di sezione calibrata (getto del minimo) convoglia benzina nella camera di carburazione assicurando l'alimentazione dei cilindri anche col motore al minimo. Per facilitare l'avviamento a freddo i carburatori sono dotati di starter, dispositivo ausiliario solidale con il corpo del carburatore, a comando manuale oppure automatico (regolato da valvola termostatica). Grazie allo starter è possibile far affluire direttamente nel condotto di aspirazione altra benzina (attraverso uno spruzzatore in derivazione da quello principale) che arricchendo la miscela ne faciliterà l'accensione. Esistono tipi diversi di carburatore, tutti riconducibili ad alcune forme principali: carburatore orizzontale, nel quale il flusso della miscela si sposta orizzontalmente e pertanto è meno soggetto a brusche variazioni dinamiche; carburatore verticale, nel quale il diffusore è posto verticalmente, con la presa d'aria in basso e la valvola a farfalla in alto. Il flusso della miscela sale dal basso verso l'alto. In autotrazione questo tipo di carburatore viene pochissimo usato in quanto l'alimentazione è più difficoltosa perché si verifica una maggior lentezza del flusso di miscela; carburatore invertito, nel quale il diffusore è sistemato ancora verticalmente ma, a differenza del precedente, la presa d'aria è in alto, per cui la corrente della miscela scende dall'alto verso il basso; è il tipo comunemente usato nelle autovetture, perché assicura un'alimentazione regolare e un flusso di miscela più rapido e omogeneo; carburatore a doppio corpo, munito di due diffusori verticali del tipo invertito (condotto primario e secondario); in ciascun diffusore è sistemato un gicleur in comunicazione con la vaschetta a livello di benzina costante e una valvola a farfalla. L'apertura delle valvole però è differenziata: il pedale dell'acceleratore provoca l'apertura della valvola a farfalla del condotto secondario solo dopo che la valvola a farfalla del condotto primario ha subito una prestabilita rotazione. Così il condotto primario consente una regolare progressione di accelerazione e una marcia economica, mentre l'apertura del condotto secondario permette di ottenere dal motore le massime prestazioni di potenza. Con lo stesso principio di funzionamento sono stati costruiti carburatori a triplo e quadruplo corpo. Di più recente introduzione sono i carburatori dotati di dispositivi elettrici o elettronici, che servono a ottimizzare l'erogazione di benzina ai vari regimi del motore. Allo scopo vengono muniti di dispositivi cut-off sul circuito del minimo o di microinterruttori elettrici, azionati dall'asse della farfalla, che agiscono su elettrovalvole o sull'anticipo, in modo da realizzare un regime minimo costante. Un particolare tipo di carburatore meccanico è stato introdotto nelle motociclette sportive e di grande cilindrata: si tratta di carburatori a flusso variabile, che sono un ibrido fra un carburatore tradizionale e un iniettore in quanto il diffusore è sostituito da una ghigliottina o da un piccolo cilindretto che regola l'apertura del condotto di aspirazione a monte della farfalla. La camera tra farfalla e ghigliottina è connessa con un dispositivo sul quale agisce la depressione che si verifica nella camera stessa; questa provoca uno spostamento della ghigliottina tale da mantenere automaticamente costante la depressione stessa durante il funzionamento del motore. Solidale con la ghigliottina vi è un ago conico che attraversa il condotto di aspirazione e fa variare la sezione del getto della miscela. L'automatismo del dispositivo consente, in tal modo, di mantenere ottimizzato il titolo della miscela per ogni condizione di funzionamento del motore.