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corèa1 o còrea

sf. [sec. XIV; dal greco choréia, da chorós, coro, danza, tramite il latino chorēa].

1) Ant., ballo, danza.

2) Quadro morboso caratterizzato dall'irregolare comparsa di movimenti involontari, solitamente associati a un grado variabile di debolezza muscolare e a turbe mentali, attribuito a lesioni del sistema extrapiramidale. La corea di Sydenham, detta anche chorea minor o ballo di San Vito, è una malattia del sistema nervoso centrale, di natura tossinfettiva, che colpisce in prevalenza l'età infantile e gli adolescenti con incidenza massima fra i 5-15 anni. Il sesso femminile è più colpito di quello maschile. L'inizio è piuttosto insidioso, con alterazione del carattere, facile eccitabilità, crisi di pianto, disattenzione, insonnia, modificazione della scrittura. Successivamente insorgono i movimenti coreici, che consistono in azioni involontarie, incoordinazione, impossibilità di mantenere una posizione, l'alimentazione diventa difficile per l'interessamento dei muscoli masticatori e della deglutizione. La terapia prevede misure generali, dirette a conservare il paziente in condizioni di assoluta tranquillità (riposo, sospensione dell'attività scolastica, limitazione degli stimoli e delle emozioni); inoltre, contempla la somministrazione di sedativi, antireumatici, composti arsenicali. La corea di Huntington (detta anche corea cronica progressiva, corea ereditaria, degli adulti, corea degenerativa, dementia choreica) colpisce prevalentemente fra i 35-40 anni e ha un decorso progressivo; la sintomatologia è soprattutto rappresentata dai movimenti coreici e dai disturbi mentali che portano a forme demenziali. La corea delle gravide è molto simile a quella dei bambini, con movimenti coreici molto violenti, associati a delirio e ipereccitazione. Può durare per tutta la gravidanza e comporta spesso parto prematuro o aborto.

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